La procura ha chiuso le indagini sul caso della gestione “con lo sconto e senza gara”, per le estati 2014 e e 2015, della spiaggia della Fossa Maestra e ne ha dato avviso agli otto indagati, decisamente eccellenti: tutti i componenti della giunta con cui Zubbani iniziò il secondo mandato, oltre al dirigente del settore; questo perché gli atti contestati sono precedenti alle dimissioni dell’ex vicesindaco – e attuale candidato a sindaco, Andrea Vannucci e dell’ex assessore Fabio Traversi, e non coinvolgono gli attuali assessori che li hanno sostituiti. Quindi, gli indagati sono il sindaco Angelo Zubbani, l’ex vicesindaco Andrea Vannucci, gli assessori Giuseppina Andreazzoli, Dante Benedini, Massimiliano Bernardi, Giovanna Bernardini, l’ex assessore Fabio Traversi e il dirigente Pier Luigi Bessi. La procura si era mossa sulla base delle indagini portate avanti dalla Capitaneria di Porto di Marina di Carrara. Due distinte le contestazioni; la prima , con l’ipotesi di accusa di abuso d’ufficio in concorso, riguarda il sindaco Zubbani, Vannucci, Andreazzoli, Benedini, Bernardi e Traversi: sono accusati di aver violato le normative (Codice della navigazione e codice dei contratti), secondo le quali l’affidamento delle attività di gestione delle spiagge libere e libere attrezzate, deve avvenire con procedura ad evidenza pubblica; al contrario, spiega la pubblica accusa, la delibera di giunta del 17 aprile del 2014, la numero 200, procurò secondo l’accusa un ingiusto vantaggio alla ditta Barumba di Piera Angeloni; l’ingiusto vantaggio era consistito nell’affidare la gestione dei servizi primari (pulizia degli arenili e servizio di salvamento), e secondari (gestione dei chioschi e affitto delle attrezzature) della spiaggia libera e attrezzata della Fossa Maestra, per l’anno 2014, direttamente e senza procedura; il tutto a un prezzo di 20mila euro e non 52.666,67 euro, oltre adeguamento Istat e Iva come di legge. Nell’avviso di conclusione indagini si ricordano le date delle aggiudicazioni precedenti (aprile-maggio 2011) per il triennio 2011-2013 al canone annuo di 52.666,67 euro (oltre iva), e la previsione. a dicembre 2013, che ci sarebbe stata una proroga annuale alla stessa cifra. Al contrario, si fa notare, gli indagati con la delibera di giunta 200 del 2014 decisero di non prorogare al canone fissato di 52.666,67 ma, senza gara, affidarono il servizio a 20mila euro. Uno sconto di oltre 36mila euro per il 2014.
La seconda contestazione riguarda l’affidamento della stessa spiaggia per l’estate 2015, e per questo episodio gli indagati sono Bessi, Zubbani, Vannucci, Benedini, Bernardi, Bernardini (che era assente alla riunione di giunta dell’anno prima) e Traversi. Anche in questo caso, la procura ipotizza l’abuso d’ufficio in consorso per l’aver affidato senza gara la spiaggia libera e attrezzata, nuovamente a 20mila euro. La decisione fu presa in una delibera di giunta il 21 aprile del 2015, quindi un anno dopo la precedente, ma anche in una determinazione dirigennziale nel maggio 2015, e per questo fra gli indagati c’è anche il dirigente Bessi, all’epoca dei fatti dirigente alle attività economiche e produttive.
Adesso, come sempre in questi casi, dopo l’avviso conclusioni indagini – che risulta recapitato in questi giorni tramite il personale della sezione di polizia marittima della Capitaneria di Porto di Marina – gli indagati e i loro avvocati hanno venti giorni di tempo per produrre memorie e documenti a loro difesa. Successivamente, il procuratore capo Aldo Giubilaro, titolare dell’inchiesta, deciderà se chiedere il rinvio a giudizio o il proscioglimento degli indagati (o di alcuni di essi) in sede di udienza preliminare.
Ricordiamo che la ditta Barumba fu vincitrice di una gara d’appalto; nell’aprile del 2014 la giunta, per l’affido della gestione di quel tratto di arenile in forma diretta, scrisse che lo faceva per la “necessità di garantire comunque il regolare svolgimento della stagione balneare 2014 presso la spiaggia libera della Fossa Maestra, quale stagione ponte prima di un nuovo affidamento pluriennale”. Una stagione ponte che poi raddoppiò. Nella delibera del 21 aprile 2015, (al pari della “gemella” determinazione dirigenziale del maggio 2015), la giunta scrisse che andava all’affido diretto per l’”ultima stagione ponte”, in vista “di un nuovo affidamento pluriennale”. In realtà, per l’estate 2016 e per la prossima estate, a quel tratto di spiaggia pensò e penserà Amia con affidamento diretto.
il tirreno
