La città si appresta a dare l’estremo saluto a colui che ha saputo rappresentarla in più maniere nel corso della sua lunga vita.
Renato Bertoncini si è spento a 97 anni, età avanzata ma non al punto di compromettergli il pensiero arguto che lo ha sempre contraddistinto.
Lascia la moglie, Lida Pedrini (sposata esattamente 70 anni fa) e i figli Mario e Gildo, quest’ultimo per anni vice sindaco di Aulla con le giunte Simoncini, nonchè quotato medico in servizio all’ospedale Sant’Antonio Abate di Pontremoli.
Conosciutissimo in tutta la Lunigiana, Renato Bertoncini si è più volte distinto per le sue capacità sportive e umane. Negli anni Trenta ha indossato con successo la maglia dello Spezia Calcio, arrivando alle soglie della serie A dopo numerosi campionati disputati da titolare in quella Cadetta, la odierna serie B. Era una ala destra velocissima che sapeva incunearsi nelle maglie delle difese avversarie.
Per oltre 40 anni ha prestato servizio presso il Genio Civile a Massa e, andato in pensione, si è dedicato ai suoi hobby e alla famiglia.
Memorabile la sua scelta, come ama ricordare il figlio Gildo, di rifiutare la nomina a Cavaliere che l’allora ministro Sandro Bondi intendeva conferirgli. «Sono una persona semplice e non un cavaliere» rispose Renato Bertoncini al figlio Gildo quando quest’ultimo gli riferì il contenuto della telefonata ricevuta dal ministro ai Beni culturali del Governo Berlusconi.
I funerali di Renato Bertoncini saranno celebrati domani, sabato 10 gennaio alle 15 nella chiesa di San Caprasio.
il tirreno
