Camera di Commercio, l’indagine non è ancora conclusa e èprosegue anche su atti del 2013. La Procura ha fatto ricorso avverso alla decisione del gipi di non concedere le misure cautelari richieste dal PmRossella Soffio nei confronti di quattro ex amministratori della Camera di Commercio Norberto Ricci, Alessandro Beverini, Francesca Cordiviola e Alberto Ravecca, accusati di peculato.
Tra gli atti nel mirino i rapporti con enti satellite. In particolare l’indagine condotta dalla Finanza coinvolge anche gli amministratori dell’Agenzia energetica della Provincia e quindi nell’inchiesta sono finiti anche Maurizio Narra, presidente del consiglio di amministrazione dell’Agenzia, Gianfranco Oligeri, Anselmo Ricci, Alessandro Caro, Andrea Ghirlanda componenti della Giunta della Camera di Commercio di Massa-Carrara; Gino Fusco, Norberto Petriccioli del cda dell’ente e il direttore generale dell’Ente energetico (in sigla Eams) Gianfranco Castrovinci, componenti del consiglio di amministrazione (i primi due) e direttore generale (il terzo) dell’Ente energetico (in sigla Eams).
Si indaga su come è stato speso il denaro della Camera di commercio e per il pm ovviamente questo è stato in maniera impropria: intanto si punta l’indice sui 185 mila euro pagati dalla Camera di Commercio alla Eams per la realizzazione di un impianto fotovoltaico da installarsi al Museo del Marmo di Carrara.
Quell’impianto sarebbe costato circa 198mila, ma sarebbe stato pagato dalla Camera di Commercio ben 402mila euro. Secondo la Procura gli amministratori avrebbero modificato il piano annuale dei lavori del 2001 inserendo l’impianto fotovoltaico per il museo e disponendo di procedere all’installazione. Costo: 450mila euro (Iva esclusa). Secodno l’accusa Narra, Castrovinci, Fusco, Petriccioli avrebbero approvato la realizzazione dell’impianto (353.100 euro, Iva esclusa) e la Cordiviola avrebbe materialmente firmato la falsa determinazione, prevedendo la spesa per l’installazione dell’impianto e sottoscritto, insieme a Castrovinci, il contratto. L’agenzia Eams avrebbe emesso, dal maggio 2012 al marzo 2013, alcune fatture, che Norberto Ricci avrebbe liquidato e Eams riscosso per un totale di poco più di 402mila euro
Nel momento della riscossione della fattura si configura, secondo l’accusa, il reato contestato.
il tirreno
