scuolabusIl suo nome era finito sul registro degli indagati con un’accusa pesante: abbandono di minori. Pesante perché l’uomo di professione fa il bidello e proprio al suo lavoro è legata la vicenda che si è chiusa ieri mattina davanti al gup Alessandro Trinci con il proscioglimento dell’imputato perché il fatto non sussiste.

Le contestazioni risalgono a qualche anno fa, quando il bidello era impiegato in una scuola massese. Alla fine di una giornata di lezioni un alunno della quarta è uscito dall’istituto per andare a prendere lo scuolabus che lo doveva riportare a casa. Ma al pulmino non c’è mai arrivato, forse perché ha perso l’orientamento imboccando la strada che portava al parcheggio del bus nel senso opposto. Dopo aver girovagato per una buona mezz’ora ha capito che il pullman ormai lo aveva perso. È stato ritrovato nei pressi della sua abitazione dai genitori, spaventati per non averlo visto scendere insieme agli altri compagni. Mamma e papà hanno denunciato proprio il bidello, a cui – hanno detto – avevano dato l’incarico di controllare il figlio mentre saliva sull’automezzo. Il collaboratore scolastico invece si è sempre difeso spiegando che aveva altri ragazzi da tenere sotto controllo. E il giudice per l’udienza preliminare gli ha dato ragione, rigettando la richiesta di rinvio a giudizio del pm Alessandra Conforti.

 

 

Il Tirreno