polizia arrestoLe Forze di Polizia italiane sono tra le poche al mondo ad avere uno strumento di soccorso dedicato a chi subisce vessazioni : l’OSCAD , un Osservatorio per la Sicurezza Contro gli Atti Discriminatori, istituito nel mese di settembre 2010.

E’ un organismo del quale fanno parte Polizia di Stato e Arma dei Carabinieri inserito nella Direzione Centrale della Polizia Criminale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza. Una formula vincente per avere la forza di un gioco di squadra, per così dire, raddoppiato per i contributi professionali di entrambi i corpi.

L’efficacia di OSCAD deriva dall’essere un vero strumento operativo accessibile, oltre che dalla posta elettronica (oscad@dcpc.interno.it), anche dall’Home Page del sito della Polizia di Stato (www.poliziadistato.it), dove si possono segnalare le violenze subite in quanto discriminatorie per origini etniche, razziali, di genere, ideologie religiose , orientamento sessuale, disabilità, età, lingua. Un reale bacino di raccolta di segnalazioni e il loro seguito in denuncia.

OSCAD offre la possibilità da una lato, di far emergere il sommerso dei reati riconducibili alle azioni di percosse, lesioni, Stalking, in ambito familiare e non, dall’altro di monitorare questi fenomeni per sviluppare misure di prevenzione e contrasto sempre più idonee e aggiornate direttamente dall’esperienza sul campo delle Forze di Polizia.

Particolarmente importante, inoltre, l’Open minds project”, sviluppato dai formatori della Direzione Centrale della Polizia Criminale, in collaborazione con la facoltà di medicina e psicologia dell’Università La sapienza di Roma. Si tratta di un corso teorico-pratico pensato per chi interviene in prima battuta per questi tipi di violenze, cioè le Forze di polizia, per fare acquisire agli operatori una maggiore consapevolezza e sensibilità sul fenomeno della violenza a danno delle donne, fornire maggiori conoscenze per gestire le situazioni di rischio connesse all’aggressione verbale, fisica e psicologica e poter assistere poi, con competenza, le vittime del reat

La grave problematica è particolarmente seguita dal personale in servizio alla Divisione di Polizia Anticrimine della Questura di Massa Carrara, il quale, oltre ad essere in possesso di una notevole esperienza nel settore, ha ricevuto negli anni una specifica formazione assicurata dal Dipartimento della pubblica sicurezza ed è pertanto in grado di saper ascoltare con la necessaria sensibilità le donne che si presentano per denunciare le violenze, fisiche e psicologiche, subite.

L’approccio dell’operatore di polizia con le donne vittime di reati di violenza, fisica o psicologica, è fondamentale, non solo per il buon esito delle indagini, ma per ciò che concerne la riuscita del recupero della dignità personale e sociale della vittima.

Sembra opportuno rammentare che esistono nell’ordinamento giuridico vari strumenti a tutela delle vittime da stalking.

   Tra questi l’ammonimento, cioè un provvedimento che solo il Questore può emettere su richiesta della persona che ritiene di essere vittima di comportamenti persecutori, dopo aver valutato i fatti e anche sulla base delle informazioni raccolte dagli organi investigativi, avvertendo il soggetto a non porre più in essere comportamenti lesivi della libertà, della salute e dell’equilibrio psico-fisico della sua vittima.

Altro strumento che ricade nelle prerogative del Questore è l’ammonimento nei confronti di chi, anche solo una volta, nel contesto familiare o di relazioni affettive, anche cessate, pone in essere comportamenti violenti, anche di carattere psicologico.

Un ultima misura tutoria è l’avviso orale previsto dal codice antimafia, aggiornato nel 2011, che rientra tra le fattispecie delle misure di prevenzione personali.

Se l’autore dei comportamenti persecutori[1], nonostante l’ammonimento, continua la sua azione e la vittima lo riferisce alle Autorità competenti, questi verrà perseguito penalmente senza la necessità che la vittima presenti querela, mentre in taluni casi è assicurato l’anonimato durante la fase istruttoria del provvedimento.

L’emissione dell’ammonimento da parte della Polizia di Stato è in molti casi sufficiente a far cessare i comportamenti persecutori, evitando così alla vittima la necessità di dover affrontare un processo penale, spesso fonte di ulteriori sofferenze derivanti dalla necessità di dover rivivere, nell’aula del tribunale, fatti spiacevoli.

Nel 2013 il Questore ha emesso diciassette provvedimenti (in due casi erano di sesso femminile gli Stalker e di sesso maschile le vittime degli atti persecutori).

In questi primi due mesi dell’anno, sono già stati emessi quattro provvedimenti dello stesso genere.

Da tenere presente che spesso, per risolvere le situazioni di cui ci stiamo occupando, è sufficiente il c.d. esposto: in pratica, il cittadino, dopo avere illustrato i fatti in un documento scritto, chiede al Questore di richiamare un’altra persona a non persistere nel tenere atteggiamenti che possono risultare sgraditi, inopportuni e fastidiosi, ma che non integrano gli estremi di reati per i quali sia obbligatorio ricorrere all’Autorità Giudiziaria.

Il personale della Polizia di Stato, Questura e Commissariato PS di Carrara, è a disposizione per fornire, con l’attenzione, lo scrupolo e la sensibilità necessaria, consigli su come affrontare il fenomeno.

 



[1] L’autore dei comportamenti illegali viene sempre invitato ad avvalersi dei servizi sociali