azienda«Prestiti per emergenza microimprese, servono fondi aggiuntivi per il boom di 164 richieste d’aiuto da 2.061.947 di euro provenienti dalla provincia di Massa. Il bando per piccoli prestiti alle microimprese di tutti i settori produttivi toscani approvato con decreto dirigenziale 5101 del 21 novembre 2013 è un’iniziativa lodevole ma il plafond di soli 3 milioni di euro  messo a disposizione dalla Regione per aiutare le imprese toscane rischia di essere insufficiente: al 31 gennaio 2014, data di chiusura del bando, sono state presentate 1.400 domande (164 in provincia di Massa) per una richiesta complessiva di quasi 17 milioni di euro (di cui  2.061.947 di euro dalla provincia di Massa). Una domanda quasi 6 volte superiore all’offerta regionale che in questo momento di flessione, solo nel 2012 hanno chiuso 29.000 imprese toscane di cui 1.368 imprese in provincia di Massa, deve essere ampliata».

E’ la dichiarazione del consigliere regionale Ncd, Gian Luca Lazzeri, che richiede alla Regione di mettere a disposizione risorse aggiuntive con la concessione di piccoli prestiti previsto tramite la costituzione della Rete Pem “Prestiti di Emergenza per le Microimprese” formata da associazioni di categoria come Conflavoro, col compito di valutare le richieste.

«Il bando – sottolinea – è un’iniziativa meritevole nata per dare una boccata d’ossigeno al tessuto delle piccole medie imprese e prevede prestiti da 5mila fino a 15mila euro da restituire a tasso 0 entro 36-60 mensilità, con un pre-ammortamento di 12 mesi (in pratica la prima rata si paga dopo un anno dalla concessione del finanziamento). Un aiuto per le microimprese messe in ginocchio dall’attuale congiuntura economica, basti pensare che il saldo del movimento anagrafico della provincia di Massa, secondo dati Infocamere, al 2012 è stato solo di 120 iscrizioni mentre il tasso di cessazione è stato del 6,1%. I comuni con tasso di cessazione più alto sono stati Filattiera (9,1%), Mulazzo (8,8%) e Podenzana (8,1%) mentre a Massa il tasso è stato del 6,2% con 503 imprese cessate a fronte di un tasso toscano del 6,1%. A Carrara invece le cessate sono state 446 con un tasso del 5,7%. Ma il plafond è si è esaurito dopo il primo giorno d’apertura del bando, non è possibile ridurre un’iniziativa così lodevole ad una corsa a chi ha il mouse più veloce. Per questo chiediamo alla Giunta è un’ulteriore iniezione di finanziamenti per coprire le centinaia di richieste di aiuto che altrimenti rischiano di restare inevase. A colmare il gap fra richieste e offerta infatti, considerato basterebbe una piccolissima percentuale del bilancio di previsione 2014 della Regione che ammonta a quasi 9 miliardi di euro. Una concessione che andrebbe a colmare anche la lacuna comunicativa che ha accompagnato il bando, forse non sufficientemente pubblicizzato, e ottenere l’obiettivo principale: quello di dare respiro alle oltre 400.000 microimprese toscane la cui parabola discendente verso il fallimento inizia spesso di fronte a piccoli ostacoli quotidiani che la Regione ha il compito di rimuovere».