Immagine0001Ezio MiniatiEzio Miniati ci ha lasciati. Da tempo malato si è spento ieri sera nella sua abitazione di via Traversa. Con lui se ne va un vero grande “personaggio”. Figlio di quel Giulio, allievo di Alinari e pioniere della fotografia massese, ereditò dal padre la passione per la fotografia che adattò al suo temperamento esuberante. Fu, a buon titolo, il primo “paparazzo” della Versilia i cui locali erano sistematicamente presi di mira per “rubare” foto ai personaggi famosi che allora li frequentavano. In compagnia dell’amico Marcellino Tongiani, fu protagonista di un’epoca e assieme, come suol dirsi, ne combinarono delle belle, spesso “geniali”. Ma anche quando “girava” da solo non era da meno come quando  aderì al partito “della bistecca” di Tedeschi o quando inventò all’inviato della Rai, il ritorno a casa del cane scomparso. Ezio fu anche bravo giornalista,  iniziò con la cronaca sportiva, lui che aveva giocato nella Massese, e molte cronache locali sia del Tirreno che de la Nazione portano la sua firma. Ottima penna, con un altro carattere avrebbe forse fatto una carriera prestigiosa ma l’attaccamento alla città gli impedì quel salto di qualità che meritava.  Come scrittore ci ha lasciato delle memorie di guerra, un documento unico e a tratti  toccante, sul periodo bellico che lui visse da non sfollato.  E come non ricordarlo come “anima” e direttore del giornale L’Indipendente, quella gloriosa testata di Alfredo Cappelletti che lui rilevò e fece rivivere a modo suo, coniugando storia a gossip. Insomma , come dicevamo, un vero personaggio che lascia un vuoto incolmabile. Gli avevamo promesso la biografia del padre Giulio, a cui teneva moltissimo e contavamo di portarla a termine nel corso dell’anno ma lui ci ha preceduto. Ezio perdonami.

Franco Frediani