Leggendo la cronaca locale sul caos che ha colpito in questi giorni il Pronto Soccorso di Massa, mi sento in dovere di rendere pubblica la mia testimonianza diretta, per ben evidenziare le problematiche e le responsabilità di una malasanità che, al contrario, vorrebbe addebitarle ai pazienti che, a mio avviso, reagiscono anche in malo modo ai disagi a cui sono obbligati, per paura, preoccupazione e stress, senza considerare quel personale medico ed infermieristico, che rappresenta sicuramente una minoranza, ma che spesso si pone con maleducazione ed insensibilità di fronte ai bisogni e alle richieste della gente. Venerdì mattina 16 agosto alle ore 6.00 circa, affetto da un problema cardiaco in corso, mi sono recato urgentemente in auto al Pronto Soccorso, e dopo aver lasciato il mezzo nell’ apposito parcheggio e aver tentato inutilmente di salire a piedi, ho dovuto desistere, tornando sui miei passi per riprendere la guida dell’ auto e raggiungere direttamente l’ ingresso del P.S. , poichè, l’ affanno e un forte giramento di testa mi impedivano di arrivarci a piedi. Appena giunto davanti all’ ingresso del reparto, provvedevo a parcheggiare bene sul lato destro, lasciando uno spazio libero per un eventuale arrivo di mezzi di soccorso, poi, in condizioni davvero drammatiche riuscivo finalmente a suonare il campanello e solo dopo qualche minuto mi veniva concesso di entrare e di recarmi di fronte ad una dottoressa, alla quale spiegavo la situazione e i sintomi che mi stavano colpendo, ma per tutta risposta, la stessa, mi riferiva che prima di ottenere il soccorso e ricevere le cure dovevo riportare l’ auto al parcheggio per poi risalire a piedi. Non essendo stato in grado di ripetere quell’ operazione facevo nuovamente presente al medico la situazione, e lo stesso insisteva a tal punto da farmi alzare la voce ed agitarmi ancor di più. Allora, sollecitavo la stessa a fornirmi il proprio nominativo , considerando che non aveva esposto il cartellino identificativo sul camice,e solo dopo varie insistenze ottenevo una risposta soddisfacente in tal senso. A quel punto, ero, comunque, costretto a richiedere l’ intervento di una pattuglia della Questura ( Capo pattuglia Agente Xxxxxx ), che appena arrivata sul posto provvedeva a verbalizzare le varie testimonianze e quindi, dopo aver accertato la grave situazione anche a spostare la mia auto al parcheggio sottostante l’ ospedale. Mi sembra giusto evidenziare che al momento del mio ingresso nel reparto, la Dottoressa di turno insisteva nel dire che avrei dovuto chiamare il 118 o in alternativa salire prendendo l’ ascensore, ma, sinceramente, a quel punto, non mi sembrava più logico discutere sui modi e i tempi del mio trasferimento presso l’ ospedale. Dopo tre ore circa( alle 8.59 ), venivo dimesso con la diagnosi di una avvenuto episodio cardiaco e la richiesta di ulteriori approfondimenti ( Accesso esente al pagamento Ticket per gravità del codice di dimissione o di visita). Nel merito, presenterò formale denuncia presso le autorità giudiziarie per omissione di soccorso o ritardato soccorso a causa di futili motivi, con l’ intenzione di creare un precedente ed invito tutti i cittadini, che in qualche modo ritengono di aver subito un sopruso o di essere stati vittime di malasanità, a denunciare sempre e comunque i fatti allo scopo di poter individuare i responsabili, perseguendoli penalmente e civilmente, perchè, se è vero che siamo tutti vittime dei tagli lineari alla sanità a causa di un buco milionario, di cui non ne sono certamente responsabili i cittadini e che il Pronto Soccorso di Massa soffre di una carenza di organico ( almeno quattro medici e sei infermieri), è altrettanto vero che il personale medico-infermieristico destinato a questo settore dovrebbe necessariamente possedere tra i propri requisiti quello di una migliore umanità e sensibilità nei confronti dei malati, alleviando in questo modo la sofferenza dovuta agli stress e ai disagi subiti.
Massa, li 22 agosto 2013 IL CONSIGLIERE COMUNALE STEFANO BENEDETTI
COMPONENTE COMMISSIONE SANITA’
