Che per salvare la Sanità toscana e lunigianese sia necessario privare il Pet di Aulla di un infermiere, per altro fondamentale per il buon funzionamento del servizio, fa sorridere.
Ma vista la gravità della situazione che il Direttore Generale si accingerebbe a creare occorre correre ai ripari prima che sia troppo tardi.
Per farlo abbiamo incontrato l’Assessore regionale alla Salute Marroni, al quale abbiamo chiesto di intervenire per impedire il misfatto.
Pensare di trovare 60.000 euro ad Aulla, con un taglio vergognoso all’unico presidio della bassa Lunigiana, è roba da non credere: una Lunigiana che è infatti costretta a mantenere in vita la doppia Asl, con relativi mega stipendi dirigenziali, non può e non deve rinunciare anche alla tutela della propria salute.
I sindaci che hanno votato contro il taglio hanno facoltà di sfiduciare Maria Teresa De Lauretis nel caso in cui insistesse su questa linea: se invece chinassero il capo di fronte all’input dei”mandarini” della sanità a quel punto diventerebbe corresponsabili del misfatto.
La Conferenza dei Sindaci è un organo che dovrebbe difendere la Lunigiana e non recepire i diktat che arrivano dai dirigenti Asl, funzionari strapagati e bravi a tagliare i servizi, ma non i propri stipendi
Privando il Pet di Aulla di un infermiere si toglierebbe dall’occhio del malato (la sanità) una pagliuzza mentre dal’altro continuerebbe a spuntare la trave rappresentata dalla Società della Salute.
In definitiva ai cittadini viene chiesto di pagare più di centoventi mila euro annui per lo stipendio di un super dirigente, ma non viene garantito un servizio essenziale che probabilmente costerebbe la metà.
Capirete come il sistema pubblico sia giunto al collasso e le ragioni per cui una certa parte politica abbia fatto del sociale e del suo controllo una bandiera: semplicemente per gestirlo
Assistiamo pertanto al sacco della Lunigiana, all’ennesima prova di come il buco Asl, di cui la sinistra di governo ha la responsabilità politica, venga fatto pagare in maniera sgangherata e sciagurata alla gente.
Dopo il taglio del punto nascite si priva il territorio di un altro servizio fondamentale per la salute e la sicurezza: emblematico l’episodio occorso in settimana ad una donna incinta che, subito un incidente e giunta in ospedale a Pontremoli, si è sentita chiedere di raggiungere l’Opa per una visita ginecologica.
Ragione per cui ha preferito rivolgersi ad un privato a proprie spese.
Queste sono pietre tombali sulla sanità toscana, sulla gestione di Enrico Rossi e su un sistema dispendioso, irrazionale ed inefficiente.
Jacopo Ferri, Stefano Mugnai, Tommaso Villa
