Con la riforma Brunetta il pubblico impiego si prepara a vivere una nuova era. Le novità arrivate con il D.lgs. n. 150/2009 che detta la nuova disciplina dei procedimenti disciplinari, iniziano a diventare scelte concrete nella gestione delle risorse umane di tutti i giorni.
Tra queste la nuova disciplina prevede il licenziamento senza preavviso per il dipendente pubblico che si assenta per prendere il caffè al bar.
La pausa caffè è un momento molto importante nella giornata di un lavoratore, serve per ricaricare le batterie, nata appunto come break per il caffè, ma in realtà è un concetto un pò più ampio un momento che ci fa svagare e che ci rende anche più produttive a lavoro. Sono della stessa opinione i giudici della Cassazione che con la sentenza 4509/2012 avevano precisato che non solo la pausa caffè durante le ore di lavoro è consentita, ma è anche utile perché aiuta a recuperare le energie e dunque a migliorare le prestazioni a lavoro, purchè però sia di pochi minuti. Dello stesso avviso sono i ricercatori della New York University. Tutto ciò è stato provato scientificamente da una ricerca, secondo la quale il break darebbe al cervello il giusto ‘stacco’ per far riposare i circuiti cerebrali, aiutandoli a riordinare e a conservare le informazioni appena stoccate. I cambiamenti da promuovere non sono questi ma altri, che toccano anche alla politica, intervenendo per esempio sulla burocrazia, sulle infrastrutture, sulla semplificazione.
