a commissione Sviluppo economico del Consiglio regionale, presieduta da Caterina Bini (Pd), con i voti favorevoli del Pd e del Centro Democratico e l’astensione del Pdl e della consigliera Marina Staccioli (Misto), ha approvato la proposta di legge che modifica il cosiddetto Codice del commercio. “Le modifiche – ha spiegato Bini – si sono rese necessarie dopo che il Governo aveva impugnato la normativa regionale per la parte che riguardava la libera concorrenza e le liberalizzazioni”. Il testo approvato – sulla cui parte di competenza la commissione Ambiente e territorio ha espresso parere secondario all’unanimità – riconsidera i requisiti obbligatori delle grandi strutture di vendita e dei nuovi impianti di carburante. Per quanto riguarda il limite dimensionale massimo delle grandi strutture di vendita esso viene stabilito in via transitoria, poiché si ritiene che il limite possa essere individuato solo nell’ambito di uno strumento di pianificazione territoriale per “tutelare la salute, i lavoratori, l’ambiente, ivi incluso l’ambiente urbano e i beni culturali”. In materia di distribuzione di carburanti la legge interviene sulle modalità di rifornimento durante l’orario di apertura in modo tale contemperare l’interesse dei titolari a “organizzare in modo flessibile l’attività con l’esigenza di garantire l’approvvigionamento” ai consumatori che non sono in grado di rifornirsi con la modalità self-service pre-pagamento.

“Per quanto attiene gli outlet – ha ricordato la presidente Bini –, la normativa prevede che si rispetti la disciplina dei prezzi che si applica in tutti gli altri tipi di negozio”. Negli outlet, quindi, il consumatore non troverà più l’etichetta con doppio prezzo (prezzo pieno – prezzo outlet) ma solo l’indicazione del prezzo outlet.

In materia di commercio ambulante la legge recepisce l’intesa sottoscritta nella Conferenza Stato-Regioni del luglio 2012. La commissione riprende questo argomento anche in una proposta di risoluzione, approvata all’unanimità, con la quale invita la Giunta regionale “ad attivare la concertazione con gli Enti locali e le categorie per applicare in maniera uniforme sul territorio regionale” il documento sottoscritto da tutte le Regione e le Province autonome, prevedendo di stabilire in 12 anni il termine delle concessioni rilasciate agli ambulanti.

Infine, si è modificata la procedura in materia di conferenza di pianificazione per la verifica di sostenibilità di destinazioni d’uso per grandi strutture di vendita. Si stabilisce che quando si tratti di previsioni già contenute nei piani strutturali, nei regolamenti urbanistici e di riuso del patrimonio edilizio esistente alla conferenza partecipino, oltre al Comune, solo la Regione e la Provincia. Negli altri casi è prevista la partecipazione anche dei Comuni dell’ambito sovra comunale interessato.

Marina Staccioli (Misto) si è detta “perplessa circa le scelte compiute sugli outlet. Per me il doppio prezzo andava mantenuto”.

Nicola Nascosti (Pdl), annunciando il voto di astensione del gruppo, ha giudicato positivo il testo, soprattutto “per quel che riguarda le dimensioni della grande distribuzione” e per aver scelto di “mantenere l’obbligo di spazi per il ritiro di elettrodomestici e materiale elettronico”. Nascosti, ricordando una mozione approvata all’unanimità quando fu approvato il testo sul Codice del commercio, ha chiesto un intervento presso la Giunta “per sollecitare le modifiche sulla legge 1 sulle limitazioni degli spazi di vendita”. Su questo, la presidente Bini ha dichiarato che esporrà questa richiesta durante il dibattito in aula.

Marco Taradash (Pdl) ha lamentato che in realtà “non sono state accolte le prescrizioni della Corte costituzionale” e che si è agito poco in direzione della libera concorrenza e delle liberalizzazioni