Questo intervento per comunicare e motivare l’uscita del Partito della Rifondazione Comunista dalla
coalizione che ha assunto il governo della città con le elezioni amministrative del 2008, giudata dal
Sindaco Pucci, e dalla sua maggioranza nel Consiglio Comunale di Massa.
Quello che mi accingo a svolgere è un compito, innanzitutto, doveroso, e devo dire, con assoluta
franchezza, che lo farò anche con un tantino di rammarico.
Rammarico, e fuori da ogni retorica, non certo per la scelta odierna, che è scelta dovuta, ma solo
alla luce delle speranze, che negli anni dal 2003 al 2008 abbiamo alimentato, con la nostra
opposizione serrata all’Amministrazione Neri, di un reale cambiamento che riguardasse i metodi e i
contenuti del far politica nell’amministrare la città. Eravamo convinti di contribuire ad un radicale
cambiamento che avrebbe dovuto realizzarsi attraverso la pratica della partecipazione, come
antidoto alla crisi della politica, alla sua perdita di credibilità nei confronti dei cittadini e al
conseguente abissale distacco fra politica e città, intesa come luogo delle relazioni, sociali ed
economiche.
Eravamo convinti che con questo metodo si riuscisse a determinare una crescita culturale e
democratica, che affrancasse tanti nostri concittadini dal ruolo di sudditi e di clienti di chi governa
in cui, a nostro giudizio, sono da anni relegati;
in modo da poter affrontare, finalmente, attingendo al contributo di tutti e nell’interesse collettivo, il
tema del nostro futuro, di quale modello di sviluppo sostenibile, ambientalmente, socialmente ed
economicamente, dovesse essere progettato, di quali risorse dovessero essere messe in campo e di
come dovessero essere utilizzate, dal litorale, alla zona industriale, alle zone agricole e delle
periferie, della montagna e delle sue risorse, a partire dal marmo. : per un nuovo governo del
territorio che mettesse al centro appunto, la sostenibilità, i beni comuni, il lavoro e la sua qualità.
Il rammarico è dovuto al non aver raggiunto questi obbiettivi che non solo per noi, come
Rifondazione Comunista, ma per una parte consistente di cittadinanza di sinistra, che come noi
aveva salutato la vittoria elettorale del 2008 come una “rivoluzione”, sarebbe stato prioritario
raggiungere. Quella parte di città che aveva firmato appelli, che si era riunita in assemblee, che
aveva partecipato al Cantiere della Sinistra, è, con noi, oggi, profondamente delusa da ciò a cui ha
assistito in questi 5 anni.
Purtroppo questa amministrazione ci ha abituati, fin dai primi passi del suo cammino, all’idea che
quelle speranze dovessimo portarle in serbo per il futuro, dal momento che non si sarebbero
realizzate con questa compagine amministrativa, così politicamente composita ed eterogenea.
Nonostante questo lealmente abbiamo votato gli atti di questa amministrazione, non solo quelli per
cui da sempre ci siamo battuti, se non in solitudine, con pochi altri, come nel caso della chiusura di
Massa Servizi; abbiamo votato diversi atti pur esprimendo le nostre critiche, e rarissime volte
abbiamo fatto mancare la nostra espressione di voto favorevole.
Oggi, nonostante questo, veniamo accusati di non aver sufficiente cultura di governo: quale prova
dovremmo dare di cultura di governo, …e a chi?
Dovremmo contraddire quanto abbiamo sottoscritto a livello provinciale?
Dovremmo passar sopra al non rispetto dell’impegno, che fu per noi determinante, nel 2008, per
convincerci ad accettare la candidatura di Roberto Pucci a Sindaco, ovvero la promessa che in
questi 5 anni, che stanno per terminare, si sarebbe dovuto costruire un nuovo gruppo dirigente per il
governo futuro della città?
Dovremmo in sostanza dare prova di slealtà, di non coerenza? Sarebbero queste “le qualità” che
dimostrano l’essere in possesso di “cultura di governo”? E dovremmo dare delle prove a chi, avendo
assieme a noi condiviso questi impegni e non rispettandoli oggi, dimostra a sua volta di concepire la
politica come una partita di risiko, tutta tattica e strategia volta all’occupazione di qualche spazio di
potere, senza costruire le risposte ai problemi veri che toccano le persone, o peggio ancora
rispondendo solo a qualche interesse particolare o individuale anziché all’interesse collettivo?
Noi siamo per un rinnovamento della politica che parta dal fare ciò che si afferma, e a queste
domande rispondiamo “no”.
Per quanto riguarda i nostri rapporti con questa amministrazione da tempo ci siamo sentiti ospiti
poco graditi, e le parole, le espressioni, che si leggono in questi giorni sui giornali locali sono solo
una conferma.
Eravamo stati abituati ad atteggiamenti poco rispettosi: quando ci trovammo il consulente legale di
fiducia dell’amministrazione, di cui eravamo parte, avverso a noi, in una contenzioso legale che ci
vedeva impegnati in contrasto con un’altra forza politica di maggioranza; o quando fummo
rassicurati dal sindaco e dalle componenti di sinistra della maggioranza che non saremmo stati soli a
chiedere le dimissioni del consigliere Amorese da Presidente della Commissione Statuto dopo che
aveva presenziato all’inaugurazione della sede assieme ai “fascisti del terzo millenio” di casa Pound
a Massa, senza che poi accadesse nulla di quanto promesso.
Ma quello che leggiamo oggi…. quel “messi al bando” che evoca lontani e drammatici ricordi di
persecuzioni politiche, “Achtung banditen!”, quell’ostracismo che sfocia nel personale, nei miei
confronti, quando Sel, Api, Udc e 28 aprile affermano che non siederanno più a nessun tavolo a cui
sarà presente il Prc, sono, questi sì, elementi che non solo segnano una grave mancanza di rispetto
nei confronti di un consigliere comunale che, guarda caso, è quello che più di tutti ha contribuito coi
propri voti all’elezione di questo sindaco, ma soprattutto di una forza politica che sempre
democraticamente si è espressa nei confronti di questa amministrazione. Una caduta di stile
vergognosa! Sono il segno tangibile di un’imbarbarimento nelle relazioni politiche e dello
scadimento della cultura politica di questa maggioranza, che conferma che, a Massa, una
“primavera” che spazzi via ciò che oggi blocca il rinnovamento è necessaria!
Mi preme in conclusione rilevare quanto, ancora una volta, Massa si proponga come laboratorio
politico di processi in atto sul livello nazionale, con l’asse Sel Api Udc che anticipa lo scenario che
si presenterà all’indomani del voto politico del 24-25 febbraio in cui, nonostante le dichiarazioni di
Vendola e Monti, ineluttabilmente troveremo Sel e Montiani alleati
Noi siamo per un rinnovamento della politica che parta dal fare ciò che si afferma, e a queste domande rispondiamo “no”.
Per quanto riguarda i nostri rapporti con questa amministrazione da tempo ci siamo sentiti ospiti poco graditi, e le parole, le espressioni, che si leggono in questi giorni sui giornali locali sono solo una conferma.
Eravamo stati abituati ad atteggiamenti poco rispettosi: quando ci trovammo il consulente legale di fiducia dell’amministrazione, di cui eravamo parte, avverso a noi, in una contenzioso legale che ci vedeva impegnati in contrasto con un’altra forza politica di maggioranza; o quando fummo rassicurati dal sindaco e dalle componenti di sinistra della maggioranza che non saremmo stati soli a chiedere le dimissioni del consigliere Amorese da Presidente della Commissione Statuto dopo che aveva presenziato all’inaugurazione della sede assieme ai “fascisti del terzo millenio” di casa Pound a Massa, senza che poi accadesse nulla di quanto promesso.
Ma quello che leggiamo oggi…. quel “messi al bando” che evoca lontani e drammatici ricordi di persecuzioni politiche, “Achtung banditen!”, quell’ostracismo che sfocia nel personale, nei miei confronti, quando Sel, Api, Udc e 28 aprile affermano che non siederanno più a nessun tavolo a cui sarà presente il Prc, sono, questi sì, elementi che non solo segnano una grave mancanza di rispetto nei confronti di un consigliere comunale che, guarda caso, è quello che più di tutti ha contribuito coi propri voti all’elezione di questo sindaco, ma soprattutto di una forza politica che sempre democraticamente si è espressa nei confronti di questa amministrazione. Una caduta di stile vergognosa! Sono il segno tangibile di un’imbarbarimento nelle relazioni politiche e dello scadimento della cultura politica di questa maggioranza, che conferma che, a Massa, una “primavera” che spazzi via ciò che oggi blocca il rinnovamento è necessaria!
Mi preme in conclusione rilevare quanto, ancora una volta, Massa si proponga come laboratorio politico di processi in atto sul livello nazionale, con l’asse Sel Api Udc che anticipa lo scenario che si presenterà all’indomani del voto politico del 24-25 febbraio in cui, nonostante le dichiarazioni di Vendola e Monti, ineluttabilmente troveremo Sel e Montiani alleati