SCOPPIA un pilastro al piano terra. Cinque famiglie evacuate in via Comano. Dodici persone in mezzo alla strada, di nuovo. Ennesima emergenza in città. Ancora una volta i vigili del fuoco sono dovuti intervenire per sgomberare un’intera palazzina a rischio crollo. Gli scricchiolii questa volta si sono avuti nel cuore della Marina turistica, a due passi da Carrarafiere e a poche centinaia di metri dal mare. Un intero quartiere che vive soprattutto d’estate, dove le case sono spesso dei piccoli gioielli che passano di proprietario in proprietario per cifre importanti. Mercoledì notte, però, qualcosa è andato storto.

Erano passate da poco le 23 quando i (pochi) inquilini della palazzina al numero 43/C sono stati svegliati da un forte boato, come di un terremoto, e i loro appartamenti per un attimo hanno tremato. I più sono corsi in strada, mentre sono partite le telefonate ai vigili del fuoco. Le squadre dei pompieri sono subito arrivate sul posto e, assistite dai tecnici comunali, hanno provveduto a un primo sopralluogo dal quale è emerso come uno dei pilastri di cemento armato che formano il portico al piano terra fosse collassato. Immediato lo sgombero dei residenti. Le operazioni di soccorso sono proseguite fino a oltre le 3 di giovedì notte con sei persone che sono state ospitate all’hotel Sergio di Avenza a spese del Comune, mentre le altre sei sono state accolte da amici e parenti.

GIA’ ieri mattina, intanto, sono subito partiti i lavori per sistemare il pilastro e consenitre così alle famiglie di rientrare al più presto nelle loro case. «La situazione è sotto controllo, si tratta di lavori già preventivati» spiega Vittorio Scacchetti, amministratore del condominio e proprietario di un appartamento. «La ditta stava già lavorando su incarico del condominio per rafforzare i pilastri, poi la scorsa notte uno di questi ha dato uno ‘scossone’ — aggiunge Scacchetti —, e i vigili del fuoco, per precauzione, hanno deciso per lo sgombero. Credo, comunque, che non ci sia nulla di preoccupante e, una volta fatta la nuova gettata di cemento, tutti potranno tornare nei propri appartamenti». L’amministratore getta acqua sul fuoco delle preoccupazioni e punta il dito contro le calamità che negli ultimi mesi hanno colpito tutta la zona. «Se lavoriamo spediti in tre quattro giorni — continua — il palazzo sarà di nuovo agibile. Il problema qui è soprattutto l’acqua. Le fogne non funzionano e così sotto va da tutte le parti. Qui abbiamo subito due alluvioni a novembre che di certo hanno indebolito i pilastri, poi è arrivato il terremoto della settimana scorsa che ha peggiorato la situazione».

La Nazione