E’ prossimo ad iniziare, presso la classe 1A  a Tempo pieno della Scuola Primaria  “ G. Rodari” _ Direzione  Didattica Terzo Circolo di  Carrara Avenza, il progetto di Philosophy for Children /Filosofia per Bambini denominato – Un Curricolo per “Imparare” a Pensare – a cura del docente Nicola Di Savino. La crescente complessità e l’avanzato livello di conoscenza del mondo contemporaneo richiedono in ogni contesto culturale formativo – e segnatamente nella scuola – un tipo di formazione che, relativizzando la didattica magistrale lineare, favorisce metodi d’insegnamento interattivi e curricoli che aiutino il prendere coscienza di una realtà mutevole. Da qui nasce l’urgenza di avviare processi di ricerca, metacognitivi di autoriflessione, di autocorrezione, ma anche esperienze socio-emotive che facilitino la relazione nei contesti del pensare:  il fare “intelligente” attraverso l’ascolto attivo, l’esercizio della logica delle buone ragioni, l’educazione della creatività e del pensiero divergente, l’attenzione e la cura nei confronti degli altri. È ciò che si compendia in quel “pensiero complesso” di cui è sostenitore M. Lipman, il filosofo statunitense già allievo di J. Dewey, ed autore della Philosophy for Children: curricolo   che ben si colloca nei percorsi formativi e dell’istruzione che vogliono connotarsi come “luogo” “di costruzione e creazione originale  di conoscenza, di trasformazione e cambiamento cognitivo. Importa il punto di vista dei bambini, importa accoglierlo, in una relazione che fa del “non so e so di non sapere” dell’adulto insegnante, il suo punto di forza. Il “non so..” fa la differenza perché stabilisce un altro modo di stare insieme, un altro modo di fare scuola insieme. Fare filosofia con i bambini risponde anche a un’idea di conoscenza come dialogo e come cambiamento. Conoscere non è accumulare nozioni, informazioni o dati: implica il saper pensare e non solo assimilare i contenuti scolastici. Conoscere, inoltre,  significa etimologicamente “nascere con”: è stabilire relazioni, creare vincoli. Il dialogo viene usato come metodo per la ricerca pratica del bene comune: vivere la parola e/o gesto dell’altro come fonte di ispirazione dei propri pensieri.

C’è una cosa che accade sempre quando si fa filosofia con i bambini: la capacità di  guardare con ammirazione il punto di vista dell’altro, quantunque l’altro non sia il mio compagno di banco e forse non mi sta nemmeno simpatico, però non posso non ammettere pubblicamente che il suo punto di vista fa più ricca la mia prospettiva. Sapersi lasciare ispirare dal discorso dell’altro è espressione di ascolto vero. Il pensiero, attraverso il ragionare insieme, si fa capacità di scegliere, di esporsi, di sostenere le ragioni di chi è lontano da noi come stile di vita, come modo di sentire le cose. Qualcosa di più di un semplice modo di pensare: esso è bensì un modo di essere all’altezza delle sfide che porta con sé lo stare insieme.

E’ questo un  progetto  che da molti anni caratterizza l’offerta formativa della Direzione Didattica  del Terzo Circolo di Avenza  Carrara e che sarà, a breve,  esteso anche alle classi 4 e 5.