«Nuove regole sui finanziamenti di Fidi Toscana alle imprese alluvionate». È il commento del consigliere regionale del gruppo “Più Toscana”, Gian Luca Lazzeri, che arriva a margine del no rivolto dal consorzio di accesso al credito regionale a una delle aziende apuane più danneggiate dal cataclisma di novembre, con 400mila euro di danni e oltre 40 anni di storia alle spalle.
«Una storia – spiega – bruscamente interrotta prima dalla disgrazia dell’alluvione e poi dall’incontro con la burocrazia (in questo caso il regolamento di Fidi Toscana) penalizzante per le aziende che ancora cercano di sollevare la testa dopo il dramma di novembre».
I parametri di accesso al credito di Fidi Toscana rischiano, infatti, di zavorrare la ricostruzione economica delle zone colpite dall’alluvione. «I bilanci che le aziende presentano per ottenere il finanziamento, gravati dalle perdite causate dall’alluvione, hanno un rating necessariamente negativo. La valutazione di Fidi Toscana – dice Lazzeri – dovrebbe avvenire sui bilanci sterilizzati dagli effetti negativi dell’alluvione. Temiamo che quanto accaduto non sia altro che la punta dell’iceberg di una paralisi diffusa di Fidi Toscana. Un’impasse che traspare dai ritardi nelle attività ordinarie e nella gestione delle pratiche già avviate come le richieste inevase di modifica delle fideiussioni. Senza contare i problemi – commenta ancora l’esponente di “Più Toscana” – legati al nuovo sistema informativo e informatico che da oltre 3 mesi paralizza il consorzio, il cui compito sarebbe quello di dare ossigeno alle imprese».
E invece quello dell’azienda apuana che si è vista sbarrare la strada al finanziamento è il primo di altri casi di richieste respinte, come dimostra l’intensa attività svolta dagli sportelli informativi della Confederazione Nazionale dell’Artigianato massese, che ha già annunciato il pericolo paralisi.
Ma sull’inerzia operativa di Fidi Toscana i consiglieri di “Più Toscana” Antonio Gambetta Vianna e Gian Luca Lazzeri promettono battaglia con un’interrogazione sullo stato di riorganizzazione di Fidi Toscana. «Oltre al punto – conclude Lazzeri – sulla riorganizzazione sollecitata dall’intervento della Banca d’Italia, vogliamo far luce sulle inefficienze dovute al sistema informativo e informatico e quali siano le tipologie di richieste avanzate dalle imprese in tutto dicembre: quali siano evase o quali in attesa di evasione».
