Perché tutto si basa ora sulla scelta dei singoli sindaci. Certo è che il Governatore toscano Enrico Rossi pare abbia già convinto il sindaco di Massa a votare per la «sua» Pisa che diventerebbe così capoluogo di questa nuova maxi aggregazione. Proprio così. Ma spieghiamoci meglio. Secondo il decreto del Governo infatti, lo status di capoluogo toccherebbe al comune con maggior numero di abitanti. Dunque, Livorno. Ma guarda caso davanti ad accorpamenti con più di tre province, è sufficiente un accordo tra sindaci. E se, come pare, Massa ha già espresso un sì di massima per Pisa, ecco che l’ago della bilancia è Lucca: sceglierà Livorno oppure i cugini della Torre pendente? O meglio ancora: sceglierà se stessa chiedendo a questo punto il voto dei livornesi ed eventualmente di Massa? E poi c’è sempre l’ipotesi di una modifica del decreto che potrebbe portare addirittura allo smembramento di questa maxi provincia con la creazione di un’area formata da Pisa e Livorno ed una da Lucca e Massa-Carrara dove Lucca potrebbe quindi aspirare a diventarne capoluogo
Perché di fatto c’è da dire che l’accorpamento creato dal Governo (con il giallo dovuto al fatto che quando la proposta è arrivata sul tavolo del Consiglio dei Ministri Lucca sarebbe dovuta andare con Massa-Carrara e Pistoia, invece poi qualcosa è cambiato in corso d’opera…) ha creato ben due record. Il primo è costituito dal fatto che questo provincione a quattro «teste» risulta tre volte più grande rispetto alle altre province della Toscana. Il secondo invece è che è l’unico caso in Italia di un accorpamento di quattro realtà provinciali in una sola. Intanto qui da noi qualcosa si sta muovendo. Il senatore Pd Andrea Marcucci infatti ha chiesto un incontro con il ministro Patroni Griffi per mettere in chiaro l’assurdità di un accorpamento che non ha eguali nella Penisola. E poi una curiosità: in famiglia a pensarla diversamente dal fratello è la sorella nonché imprenditrice Marialina Marcucci che invece plaude alle scelte delle tre aree metrolitane e ritiene che se Lucca «se la gioca bene politicamente in questa maxi provincia — spiega — può assumere una forza notevole e un ruolo importante perché avrebbe la leadership sull’economia e la cultura, mentre Livorno ha il porto e Pisa l’università, la ricerca e l’aeroporto
da La Nazione
