Città invasa dallacartellonistica pubblicitaria selvaggia. Non esiste un regolamento, ne tanto meno un censimento che disciplini in maniera netta e chiara la posizione e la tipologia di tutta la cartellonistica pubblicitaria presente sul territorio comunale. Un pout pouri di insegne, cartelloni e pannelli, luminosi e catarifrangenti, frutto di anni di assenza di strumenti che ne regolamentino gli aspetti applicativi a livello locale nonostante una legge nazionale (e comunitaria). E così sono centinaia, forse migliaia – impossibile da sapere – i cartelloni pubblicitari tra para-pedonali, frecce direzionali, e così via, che appaiono ogni giorno ed occupano ogni angolo possibile e ben in vista delle principali arterie comunali; un continuo ammiccamento di aziende che propongono servizi e prodotti fino agli alberghi che indicano la strada più veloce per raggiungerli che ha provocato molta confusione anche tra gli addetti ai lavori. Decine, stando all’interpretazione del regolamento che ne disciplina l’utilizzo in prossimità di incroci, rotonde etc, i cartelloni comparsi abusivamente e che dovrebbero essere rimossi così come previsto dall’articolo 23, comma 12 Cds secondo cui “chiunque non osserva le prescrizioni indicate nelle autorizzazioni previste è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 1,376.55 (prima era di sole 155 euro) fino a 13,765.50 euro (prima era di soli 624 euro). L’importo della sanazione è stato modificato dalla legge 15 luglio 2011. Un inasprimento della sanzione che dovrebbe “scoraggiare” questo tipo di attività e che impegna l’Amministrazione Comunale a rimuovere gli impianti pubblicitari accertati come abusivi. La vecchia sanzione non rende infatti più conveniente per l’azienda proprietaria dell’insegna mantenere montato l’impianto a fronte della somma prevista dalla vecchia sanzione che ora supera il migliaio di euro. Una prassi, purtroppo cattiva, che molte aziende hanno adottato per “by-passare” le regole e continuare ad “imbrattare” la città.