“Il sindaco del Comune di Fivizzano (MS) ha inviato a me, ma soprattutto al Presidente del consiglio, al ministro delle Finanze e a quello degli Interni, al presidente della Regione Toscana e alla Corte dei Conti, un’accorata lettera per denunciare l’insostenibilità della situazione finanziaria della sua municipalità, a causa del taglio subito ai trasferimenti statali, per effetto delle ultime manovre, di oltre 1 milione e duecentomila euro” – spiega Oreste Giurlani Presidente di UNCEM Toscana (Unione Naz. Comuni Enti Montani). “Paolo Grassi ha così fatto del suo un caso nazionale – aggiunge Giurlani – purtroppo tutt’altro che isolato. Soprattutto fra i comuni montani situazioni simili se ne trovano diverse e in questi giorni non abbiamo mancato di segnalarle”.

Fivizzano è un Comune di circa 8.500 abitanti, con un ampio territorio montano di 180 kmq., sul quale la popolazione è distribuita in ben 94 frazioni. Da anni applica una sistematica riduzione dei costi, con diminuzione del numero dei dirigenti e delle posizioni organizzative e con riduzione dell’80% dell’indennità percepita dagli amministratori “Ciò nonostante, a fronte dei tagli ai trasferimenti, per far quadrare il bilancio di previsione 2012, la nuova imposta Imu è stata portata al 4,9 per mille sulla prima casa ed al massimo, ossia al 10,6 per mille sulla seconda casa – spiega ancora Grassi  – Ma non basta. Con i nuovi provvedimenti assunti dal Governo col provvedimento 95/2012 (spending review), sono stati operati ulteriori tagli che determinano la necessità di reperire ulteriori risorse aumentando ulteriormente la pressione tributaria”.

“Sulla base di queste considerazioni – conclude Grassi nella sua lettera – da uomo delle istituzioni  non posso che lanciare un grido di allarme nei confronti del Governo e degli altri attori della politica nazionale, allo scopo di richiedere che al più presto sia attivato il fondo perequativo previsto dalla legge sul federalismo fiscale (42/2009), sì da consentire anche a realtà quali la nostra di sopravvivere. Se infatti non si attivano al più presto tali misure a favore dei comuni montani, la tassazione al livello massimo nelle nostre realtà non è neppure in grado di permettere il mantenimento dei sevizi minimi necessari per una sopravvivenza dignitosa delle nostre popolazioni”.