“Tagli ai servizi e più tasse. E noi come amministratori cosa possiamo dire ai cittadini, ai quali servirebbero piuttosto altre risposte, come nuovi posti di lavoro?”. Anche il sindaco di Fosdinovo (Massa Carrara), Massimo Dadà, come molti suoi colleghi, non sa più a che santo votarsi. “I tagli li subiamo da tempo ma quest’anno non siamo ancora riusciti a chiudere il bilancio. Siamo entrati nel patto di stabilità, quindi abbiamo un turn over per il personale dipendente fermo al 20%, in un comune che già oggi conta soli 23 dipendenti (per oltre 5.000 abitanti), quando la media nazionale è di uno ogni 140 residenti”.  Quindi molti meno dipendenti della media nazionale – “praticamene la metà”, spiega il sindaco – e, soprattutto, tagli dei trasferimenti da parte dello stato. Spiega Dadà: “Prima della spending review avevamo avuto un taglio di 300 mila euro; a questi si sommano altri 58mila euro di ricalcolo tagli e 37mila di accantonamento in un fondo di svalutazione crediti. Abbiamo fatto una manovra da 700mila euro su un bilancio di tre milioni: 470mila euro rientrano con l’Imu, quel che manca va ripreso con tagli o aumento delle imposte. Abbiamo cercato di non aumentare le mense scolastiche e la Tarsu, perché colpiscono tutti i cittadini indiscriminatamente, e di intervenire invece sull’Imu o sull’addizionale Irpef. Poi abbiamo operato tagli in settori come lo sport, la cultura, il turismo. Tutto ciò – conclude Dadà – con un tetto di spesa che è quello del 2004: una pura follia”.

“Anche il caso di Fosdinovo dimostra quello che come comuni piccoli e montani, peraltro in buona compagnia, andiamo sostenendo da settimane e settimane – è il commento finale di Oreste Giurlani, presidente di UNCEM Toscana (Unione Nazionale Comuni Enti Montani) – I comuni, in queste condizioni, non possono più andare avanti. Bene ha fatto il presidente dell’Anci nazionale, Graziano Delrio, a chiedere al premier Monti un’inversione di rotta e un incontro per affrontare le tante problematiche che pesano sulle municipalità”.