Il WWF Toscana ha scritto un lettera al Presidente Rossi e all’Assessore Regionale all’Agricoltura Salvadori per evidenziare, la situazione venutasi a creare sul territorio regionale a seguito del periodo di siccità e del gran caldo che ormai da mesi insistono in Toscana e nel resto d’Italia, situazione che sta raggiungendo un livello di gravità eccezionale e sta cagionando disagio e seri danni per la popolazione e per le attività produttive, in primis l’agricoltura nonché seri pericoli e conseguenze nefaste anche per tutta la fauna selvatica.

Dopo la recente richiesta congiunta da parte delle Associazioni Agricole di interventi forti da parte della Regione a sostegno delle imprese agricole messe in sempre crescenti difficoltà dalla crisi idrica, il WWF ribadisce la gravità della situazione e chiede risposte eccezionali da parte delle Istituzioni, fino a giungere a  ragionare con urgenza sulla possibile dichiarazione di stato di calamità.

Una scelta di questo tipo permetterebbe di dare risposte concrete al mondo agricolo in tema di specifico supporto, ma permetterebbe anche una complessiva e coordinata azione di sospensione delle attività non essenziali che consumano l’acqua (consentendo di agire con maggiore efficacia sui consumi idrici di quanto permettano semplici appelli alla ‘parsimonia’ dei cittadini), nonché permetterebbe di sospendere quelle attività che aggiungono danno al patrimonio floro-faunistico già così colpito dalla siccità, con la creazione di una Unità di crisi a cui tutte le parti sociali potrebbero dare il contributo di loro competenza.

Fra le attività da sospendere vi è evidentemente anche l’attività venatoria, in particolar modo è da valutare con attenzione la necessità di annullare qualsiasi ipotesi della cosiddetta “preapertura”, cioè giornate di caccia al di fuori del normale calendario, concesse nei primi giorni di settembre, fra sole tre settimane, 15-20 giorni prima dell’inizio “normale” dell’attività venatoria, come alla Regione è già stato purtroppo richiesto da diverse Amministrazioni provinciali per soddisfare le richieste del mondo venatorio.

Le ormai ridotte disponibilità idriche sul territorio derivanti dal prosciugamento parziale o totale di fiumi, torrenti, stagni ecc. stanno influendo infatti in maniera assai negativa sulle popolazioni di uccelli sia stanziali che migratori presenti sul territorio regionale.

In questa situazione di siccità la sofferenza della fauna selvatica è grande e, in particolar modo, gli uccelli sono costretti a concentrarsi là dove rimane una possibilità di abbeverata oppure, per gli acquatici, di trovare cibo e rifugio. Consentire in queste condizioni la caccia a questi animali stremati e assetati potrebbe comportare una pesante ripercussione sulla dinamica delle loro popolazioni locali o in transito migratorio. Ciò vale per gli uccelli acquatici che già adesso, per sopravvivere, si concentrano nelle poche zone ancora allagate, dove troveranno morte certa alle prime ore di apertura della caccia, in particolare le specie di anatre oggetto di “preapertura” le cui popolazioni in Toscana sono assai limitate e vulnerabili ad eventuali prelievi massicci effettuati in queste condizioni di difficoltà. Le stesse considerazioni valgono anche per le altre specie per cui si ipotizza un prelievo anticipato, come le tortore selvatiche, in grave declino in tutta Europa, i merli e i colombacci che troveranno le poche pozze d’acqua rimaste tutte presidiate dagli appostamenti di caccia.

E la situazione è tale che fa presagire un impatto straordinario quest’anno anche dell’apertura generale a metà settembre e non solo della cosiddetta ‘preapertura’ ai primi di settembre.

Preso atto di tutto questo, in attesa di interventi più complessivi da parte della Regione. come possibile con la dichiarazione dello stato di calamità, il WWF ricorda che la legge 157/92 all’art.19 c.1 ha previsto il possibile verificarsi di situazioni di questo tipo e conseguenti possibilità di intervento da parte delle Istituzioni, dando possibilità alla regione di ridurre o modificare i tempi di caccia su alcune specie.

L’Associazione chiede quindi un intervento urgente da parte della Regione Toscana affinché venga limitata la pressione venatoria su tutta la fauna selvatica, fino al ristabilirsi di situazioni climatiche ed ambientali nella norma, attraverso il rifiuto di qualsiasi richiesta da parte delle Province di preapertura ed il posticipo di almeno 15 gg dell’apertura generale, cioè da metà settembre ai primi di ottobre