“I nostri timori, espressi appena pochi giorni fa, trovano oggi una conferma. Poste italiane spa sta mettendo in atto un piano di ridimensionamento degli sportelli al pubblico ancora più consistente di quello da noi denunciato. Gli uffici postali che rischiano la chiusura sono 1156 in tutta Italia, ben 174 in Toscana, la regione più falcidiata”. E’ con queste parole che Oreste Giurlani, presidente di UNCEM Toscana (Unione Nazionale Comuni Enti Montani), commenta la notizia del piano di Poste Italiane spa.
Una previsione che l’ad di Poste, Massimo Sarmi, al momento ridimensiona, parlando solo di una lista di sportelli “sotto i parametri di economicità”. Lo stesso Sarmi afferma che per evitare di tagliare tutti questi uffici Poste sta raggiungendo “accordi con gli enti locali per trasformarli in centri multiservizi”. Insomma gli uffici devono “riciclarsi”. “Ma è proprio quello che andiamo dicendo da mesi a mesi ad ogni livello – spiega ancora Giurlani – Purtroppo in tutti i nostri incontri con Poste, a livello regionale, non abbiamo mai riscontrato un vero interesse a trovare intese e sinergie con gli enti locali. Ci è sempre stato detto che le chiusure erano inevitabili. Punto e basta. Adesso l’ad di Poste dice di aprire al cittadino una serie di servizi a pagamento come il rilascio di certificati anagrafici o il pagamento del ticket sanitario. Se per sopravvivere un ufficio postale deve reinventarsi a noi va benissimo e come Comuni montani faremo la nostra parte – conclude Giurlani -, l’importante è non togliere questo servizio essenziale ai cittadini, specialmente nelle località più piccole e decentrate”
