Il mobile per ufficio, almeno quello in metallo, non tira più: c’è la crisi, non c’è mercato. È con queste argomentazioni che la direzione aziendale di Syntech ha annunciato, anzi confermato il suo “disimpegno” dal territorio apuano. Concentrerà le sue attività negli stabilimenti di Thiene (Vicenza), puntando sui mobili in legno e su altri segmenti di mercato. Il segmento massese, invece, chiuderà: e per 45 lavoratori si avvicina lo spettro della disoccupazione.
Niente di ufficiale, ma lo scenario che si delinea è questo: sindacati, istituzioni e politica non se lo nascondono. Un’altra emorragia di posti di lavoro in un contesto già pesantissimo. Con qualcosa in più: questo della Synthesis sembra proprio un film già visto. Un remake con gli stessi protagonisti-vittime: gli operai.
«Verso la fine di luglio avremo un nuovo incontro con l’amministratore delegato del gruppo Estel (che controlla Syntech ndr.) PaoloPolese, ma la decisione del gruppo vicentino di lasciare lo stabilimento massese difficilmente potrà essere fermata», dice Marco Battistini, segretario provinciale Fim Cisl.
Tre le ipotesi su cui si lavora. La prima: il mercato riparte, l’azienda decide di proseguire l’attività. La seconda: si presentano imprenditori disposti ad acquisire stabilimento e produzione. La terza: non ci sono novità, la fabbrica alla ex Olivetti chiude. Evidente che l’ultima (e peggiore) delle ipotesi è, visto il quadro nazionale e locale, la più probabile.
I 45 dipendenti di Syntech sono attualmente in parte al lavoro, in parte, in 12, in Cassa integrazione ordinaria a rotazione. In attesa dell’autunno quando, lo ha annunciato l’azienda in un incontro con Provincia e sindacati, dovrebbero essere aperte le procedure per la Cig straordinaria. «Una misura – spiega Raffaele Parrini, assessore provinciale alle Politiche del lavoro – che può essere adottata in vista di una ristruturazione, ma anche per cessazione dell’attività. Il gruppo, d’altra parte, è alle prese con un pesante calo di fatturati e sta ristrutturandosi a livello nazionale».
Syntech è una Spa partecipata al 53,3% da Estel Class, gruppo veneto leader nella produzione di mobili di ufficio, allestimenti di interni navali, teatri, stadi con oltre 500 dipendenti; e al 46,7% da Investire Partecipazioni (ex Gepi) è una finanziaria dello Stato che dipende dal Ministero dell’industria. Syntech ha acquistato i 35mila metri della ex Olivetti-Synthesis con un contributo pubblico di 12 milioni di euro della Ue. Poco dopo l’avvio della produzione a Massa, nel 2003, Estel chiuse un suo centro di produzione a Pistoia, che dava lavoro a 34 persone. E che era stato aperto anch’esso grazie a sostanziosi aiuti Gepi. Ci furono feroci polemiche su questa operazione, una specie di re-industrializzazione di un’area (nel caso quella di Massa) a spese di un’altra (quella di Pistoia).
Ora, dopo neanche 10 anni il gruppo sembra disimpegnarsi da Massa. Rimanendo proprietario, tuttavia, delle aree. Che la società potrà mettere a frutto vendendole o affittandole.
da Il Tirreno
