La ripresa dell’economia provinciale sarebbe bloccata dalle bonifiche. A sostenerlo è il Presidente di Assindustria Giuseppe Baccioli che durante l’incontro annuale ha sottolineato quanto la questione, ormai ventennale, stia tarpando le ali a qualsiasi tentativo di riscatto delle imprese sul territorio. La situazione sarebbe tanto grave da necessitare l’attenzione della Regione, affinché, con o senza bonifica, venga permesso di poter fare alcuni interventi, almeno quelli che non intaccano la falda. Sì, perché le aziende pronte a investire ci sarebbero, dalla Fermet che ha investito 20 milioni, alla Iglom e alla Bario, pronte a investirne 15 ciascuno, fino alla Sanac; in progetto 5 milioni e poi altri 10 a lungo termine. Certo oltre a queste è la questione marmo a scaldare maggiormente gli animi. Baccioli rivendica la decisione presa dai 10 big del marmo, quella di non accettare le tariffe comunali e fare ricorso all’arbitrato. Per il Presidente si tratterebbe di una questione di trasparenza; acconsentire significherebbe dar ragione a chi, soprattutto in campagna elettorale, ha voluto dare a intendere che i guadagni degli imprenditori del marmo fossero fatti di cifre a 6 zeri. Le aziende al contrario sarebbero le prime a desiderare regole certe, ma non quelle dettate senza conoscere l’effettivo rendimento di ogni cava. Una faccenda insomma, quella legata al lapideo, un settore in cui lavora un Carrarese su tre e un Massese su cinque, che sembra assai lontana dalla conclusione.
