La ‘Corte transumante di Nasseta’ ha trovato casa a Comano, dove il Comune e il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano hanno realizzato, grazie anche a fondi europei, il Centro del cavallo.
«Il progetto che oggi arriva a compimento – spiega il sindaco di Comano, Cesare Leri – è stato una scommessa iniziata tanti anni fa. La struttura realizzata rappresenta per la nostra comunità e per tutto l’Appennino un investimento importante, e soprattutto un’opportunità che, grazie alla cooperativa ‘La via di Comano’ nata in seno all’associazione ‘Corte transumante di Nasseta’ e presieduta da Giovanni Lindo Ferretti, apre prospettive nuove che vanno ben al di là di un tradizionale centro di equitazione, rimessaggio e allevamento cavalli».
Il Parco Nazionale ha consegnato il Centro del cavallo alla cooperativa ‘La via di Comano’ che se n’è aggiudicata la gestione tramite un bando, anche alla presenza dei sindaci di Monchio delle Corti, Claudio Moretti, di Ramiseto, Martino Dolci, e di Filattiera, Lino Mori. La loro presenza a Comano rappresenta un legame forte che esiste tra i territori del crinale. Comano, infatti, appartiene a quell’antica rete di borghi medievali fortificati storicamente conosciuta come Terre Matildiche la cui dorsale principale è la Valle dei Cavalieri.
Il fiume Enza, che nasce proprio nel territorio di Comano, oggi traccia il confine tra le province di Parma, Reggio Emilia e Massa Carrara. I versanti, omogenei per arte, cultura, tradizione, dialetto e storia, sono divisi tra le diverse province, ma uniti all’interno del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano che si propone come punto riferimento delle comunità montane.
Per scrivere un’altra riga della carta d’identità del territorio, il Parco Nazionale, proprio a Comano, ha stabilità di realizzare la Porta dei Cavalieri capace di esprimere, in modo immediato, il senso di comunità e di appartenenza a questa storia e a questo territorio. Questa Porta insieme alle altre poste in altri punti strategici del Parco Nazionale rappresentano un filo conduttore facilmente riconoscibile, una rete di strutture con un’immagine coordinata, capaci marcare il territorio.
«La Porta dei Cavalieri, così come il Centro del cavallo – spiega Pietro Romiti, vicepresidente del Parco Nazionale – rappresentano indiscutibilmente questo lembo d’Appennino. Proprio a Comano dal 1967, a settembre, viene organizzata la rassegna equina. Da quest’esperienza ha preso le mosse un percorso di valorizzazione zootecnica che, grazie alla Regione Toscana e al Ministero delle Politiche agricole e Forestali, ha portato alla salvaguardia del cavallo appenninico. Oggi proprio questa razza italiana, insieme alle altre del crinale, il ventasso e il maremmano, diventano protagonisti del Centro del cavallo, grazie alla ‘Corte transumante di Nasseta’. La cooperativa che da quest’associazione ha preso le mosse ci permetterà di realizzare un modello di gestione di una struttura importante per il territorio. Attraverso la valorizzazione del cavallo, patrimonio economico delle nostre comunità fin dall’antichità, sarà possibile promuovere la biodiversità, uno sviluppo sostenibile, un turismo consapevole e soprattutto una rinascita culturale attraverso una prima ed eccellente esperienza di teatro equestre».
Gli obiettivi che la cooperativa di Giovanni Lindo Ferretti, Marcello Ugoletti e Cinzia Pellegri si sono posti sono ben spiegati nella descrizione che loro stessi hanno sottoposto al Parco.
Comano è un’immagine: una valle tra crinali e groppi, un fiume che scorre, una torre cinta di mura a far guardia ad una manciata di borghi dall’altro di un colle.
Comano è una visione: il portale equestre, la porta d’accesso a cavallo nel Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano. “La via di Comano è il progetto di un centro ippico strutturato sui moduli di un’antica corte: le scuderie, i recinti, i pascoli; la dimora familiare e l’ospitalità; la conoscenza del territorio e le infinite possibilità di viaggiarlo a cavallo. Un Teatro e un’Accademia con spazi privilegiati per lo sviluppo di una cultura equestre dei monti. La scelta del cavallo italiano, conoscenza e valorizzazione di una storia millenaria, è la nostra storia. Comano deve essere: sorpresa, nel segno estetico e nella coscienza culturale, per chi di cavalli e montagne nutre la propria passione vitale. Aspira ad essere proposta educativa rivolta alle scuole; supporto logistico e informativo per il territorio; proposta turistica ai visitatori, anche delle Cinque Terre: una giornata a cavallo nell’entroterra vi stupirà.
La via di Comano coltiva un sogno, da intrecciare nel tempo con rapporti istituzionali, culturali, artistici, per la realizzazione del primo festival equestre del Mediterraneo. Lo spazio c’è, in dimensioni perfette e deve imporsi da subito come luogo di avvenimenti, concerti, convegni, in un’area difficile e problematica pressoché sconosciuta. Qui, dove Toscana muore, Liguria non vive ed Emilia veloce attraversa per arrivare al mare, può, deve, nascere una risposta forte al disagio che è spopolamento e annichilire del vivere sui monti.
Comano è un luogo perso, nascosto, ma è una meta facile e comoda da raggiungere: 17 chilometri dal casello di Aulla, poi montagne fin quante ne vuoi e il respiro dei secoli tutto intorno”.
