Si è chiuso in questi giorni il processo a carico degli indagati per i fatti svoltisi durante la manifestazione del 17 dicembre 2003 in difesa dei Nuovi Cantieri Apuania. Al termine di quella protesta, indetta da Fim, Fiom e Uilm venne occupato, seppur in modo del tutto pacifico, il casello autostradale di Carrara, al fine di dare visibilità a una vertenza che già vedeva a forte rischio la sopravvivenza del sito produttivo. A 7 persone furono attribuite le responsabilità di quella manifestazione e, nonostante i numerosi attestati di solidarietà che chiedevano di tenere in considerazione la drammaticità del momento, i procedimenti penali hanno confermato, anche in cassazione, le condanne, penalizzando ulteriormente gli indagati con multe per oltre 1000 euro a testa, considerando illegittimo anche il ricorso stesso. “Non volendo scendere nei particolari di un processo che ormai ha stabilito la propria sentenza”, si afferma dalla Segreteria provinciale della Fiom, “come organizzazione sindacale che quel giorno fu promotrice della  manifestazione, ci sentiamo di dover  esprimere tutta la nostra solidarietà e il nostro sostegno ai compagni condannati, che in questi 9 anni hanno dovuto subire le peripezie di un processo in virtù del loro impegno e della loro partecipazione in difesa di un diritto sacrosanto come il lavoro”. Per questo la Federazione dei metalmeccanici lancia un appello ai propri delegati sindacali perchè venga promossa all’interno delle fabbriche della provincia una raccolta fondi per sostenere le spese legali cui i manifestanti hanno dovuto far fronte.