Se entro il 31 dicembre di quest’anno non arriverà un privato intenzionato ad acquisire il cantiere, procederemo alla messa in liquidazione: lo ha detto senza mezzi termini Domenico Arcuri, amministratore delegato di Invitalia, società pubblica attuale proprietaria dei Nuovi Cantieri Apuania di Marina di Carrara. Un “aut aut” arrivato nel corso dell’incontro di questa mattina al ministero dello Sviluppo Economico di Roma e che non ha lasciato praticamente alcun margine di trattativa. All’appuntamento, atteso da settimane e “strappato” dopo otto giorni di assemblea permanente in fabbrica, hanno partecipato una delegazione delle istituzioni apuane, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e le Rsu di Nca. Una sentenza senza appello, quella emessa da Arcuri, che ha escluso l’ipotesi di finanziare qualsiasi commessa dopo la scadenza del 31 dicembre e ha spianato di fattola strada alla chiusura della fabbrica, trovando una sponda nel governo: il sottosegretario allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti, pur dichiarando di non voler parlare, adesso, di liquidazione, ha infatti chiarito che Ferrovie dello Stato non ha alcuna intenzione di commissionare la Nca la seconda Rfi, chiudendo definitivamente la speranza di acquisire questo carico di lavoro. Non solo, De Vincenti ha anche sottolineato come negli ultimi anni i conti di Nca siano sempre stati chiusi in rosso, con un grande dispiego di soldi pubblici per appianare i bilanci. E anche sul fronte Costa Concordia il sottosegretario è stato netto, spiegando che non è affatto scontato che le lavorazioni collegate alla rimozione della nave siano fatte in italia.
L’unico spiraglio per evitare la chiusura di Nca resta quello dell’arrivo di un socio privato: per questo, tra due settimane, sarà convocato un nuovo incontro con il governo, in occasione del quale si discuterà della misteriosa offerta di acquisto che da qualche tempo giace nei cassetti del ministero e di cui ancora questa mattina non è stato rivelato nulla. Governo e istituzioni locali hanno garantito il loro massimo impegno su questa trattativa e per la ricerca di eventuali altri partner. Resta il fatto che, all’ordine del giorno della prossima riunione, c’è anche l’avvio di un confronto con i sindacati sul tema degli ammortizzatori sociali e dell’attivazione di strumenti a tutela dell’occupazione. Anche nella migliore delle ipotesi, quella cioè che vada in porto la trattativa con il misterioso acquirente, i livelli occupazionali del cantiere sono destinati a scendere drasticamente con tagli che potrebbero comportare anche un dimezzamento degli attuali 160 dipendenti.
