da Il Fatto Quotidiano
Gli scandali tra Massa e Carrara. Resta che i carraresi, ingordi, in questi anni non si sono accontentati di tutto quello che è accaduto nel resto del Paese e dalle loro parti non si sono fatti mancare niente.
La sanità, per cominciare. L’Asl 1 di Massa Carrara ha un buco da 300 milioni di euro (con relativa inchiesta e direttore generale cacciato), macchia grossa così nel sistema sanitario all’avanguardia toscano messo in piedi dall’ex assessore alla sanità Enrico Rossi, ora popolarissimo presidente della Toscana. Proprio Rossi, quando ha scoperto il megapasticcio, ha portato i conti in Procura e alla Corte dei conti di Firenze.
Secondo scandalo: i rifiuti. La Cermec è finita sotto inchiesta (19 indagati) per reati che vanno dall’associazione per delinquere finalizzata a corruzione e concussione fino a peculato, abuso d’ufficio e truffa. La voragine vale 44 milioni di euro, che naturalmente saranno pagati dalla collettività, attraverso le tariffe sui rifiuti.
Perfino i morti, infine. Al cimitero di Mirteto il Nas dei carabinieri scoprì che le salme non venivano cremate, come richiesto dai familiari. Oppure venivano cremate ma a temperature più basse, sempre per risparmiare. Risultato: furono trovati in uno scantinato 550 chili di ceneri e salme (inutile precisare che ai parenti venivano consegnate ceneri che non erano del loro caro). Un processo è in corso, 4 condanne sono state già pronunciate. Un caso, quello delle false cremazioni, che riguarda Massa, ma del resto le due città capoluogo sono distanti 7-8 chilometri.
