Si tratterebbe di una lunga, oscura trama quella relativa alla vicenda che ha interessato la zona della Fossa Maestra, e Legambiente, rallegrandosi per l’azione che la magistratura sta compiendo a riguardo, ricostruisce quelli che, per lei sarebbero collegamenti emblematici.  Nel 1992 il Comune di Carrara avrebbe rilasciato una licenza illegittima alla società Marina Mare, per la costruzione di un Residence. Che questa fosse illegittima lo sancirebbe nel 1996 la Cassazione penale che nega anche la buona fede dei costruttori. L’area diviene zona umida “invariante strutturale” del territorio costiero nel Piano regolatore “Pontuale” approvato nel 1998 e il residence viene abbattuto. Adesso la zona è riservata alla ricostruzione di ambienti naturali umidi costieri e, 2 anni dopo, viene recepito nel Piano particolareggiato dell’arenile il progetto di Legambiente. Ma la storia non sarebbe ancora finita dato che ci sarebbe voluta un’estenuante battaglia, denunce e  manifestazioni, fino al blitz di Goletta verde, per avviare l’iter per la demolizione, conclusa nel 2003. Ed è qui che riemergerebbe l’antico grumo di intrecci che avrebbe fatto sì che l’ordinanza di demolizione non venisse emanata per illegittimità del manufatto, ma con la motivazione secondo la quale si imputava la colpa al ritardo dei lavori di costruzione. Così, mentre l’Amministrazione dimenticava il proprio diritto all’acquisizione dell’area, parte di questa veniva acquisita dalla moglie di Pietro Giorgeri, un esponente politico socialista e, nel 2006, la Variante al Piano dell’arenile arriva a prevedere che una porzione delle aree comprate diventi parcheggio privato. A questo punto il colpo grosso verrebbe tentato, sottolinea Legambiente,  con la Variante al Piano strutturale del 2009 l’area umida viene cancellata dalle invarianti e inserita nella Utoe 2: “La mattina in cui si discutono le nostre osservazioni in Commissione urbanistica”, conclude l’associazione, “esce la notizia dell’esposto di Legambiente alla magistratura e, miracolosamente, la Fossa Maestra torna invariante strutturale”.