C’è forte preoccupazione anche in Toscana per il nuovo decreto attuativo sulle energie rinnovabili varato nei giorni scorsi dal governo e per le sue ricadute negative sugli investimenti previsti nel settore. A lanciare l’allarme, in una conferenza stampa che si è svolta stamani a Firenze, il presidente di Uncem Toscana, Oreste Giurlani, e il presidente della cooperativa agricola “Terra, uomini, ambiente”, Nazzareno Belleggia. Giurlani e Belleggia hanno spiegato i motivi della loro contrarietà alle scelte governative e hanno illustrato le prossime iniziative. “Le nuove norme sono al vaglio di tutti i soggetti della green economy, che la valuteranno nel corso di una serie di incontri fissati nella prossima settimana, prima della conferenza unificata prevista per il 10 maggio a Roma”, ha spiegato il presidente di Uncem. “Il decreto, anziché valorizzare le energie rinnovabili va nella direzione opposto, mette paletti e disincentiva le energie alternative”, ha detto ancora Giurlani. Che ha poi lanciato un’accusa precisa: “Credo proprio che lobby specifiche che hanno interessi a sviluppare altre fonti energetiche stiano avendo un ruolo determinante in queste decisioni”. Decisioni che penalizzano anche le scelte effettuate dalla Toscana “dove – ha detto ancora Giurlani – hanno avuto uno sviluppo significativo fotovoltaico, idroelettrico, minieolico, filiera corta delle biomasse legnose”.
“Serve certezza degli investimenti. Non chiediamo aiuti fine a se stessi ma la possibilità di programmare gli investimenti – ha sottolineato Nazzareno Belleggia – Questo decreto arriva un anno e mezzo dopo quello precedente, quindi già in forte ritardo. Se poi si considera che per programmare un investimento in questo settore servono due anni, si ha chiaro il quadro della situazione. Chiediamo la giusta attenzione delle tariffe in quanto quelle proposte nelle bozze del decreto sono tali da non consentire la vita dei progetti”. Il problema è particolarmente serio, ha spiegato Belleggia, per il settore delle biomasse che, nello scenario delle rinnovabili, “sono quelle che garantiscono la ricaduta più elevata sull’economia nazionale. Infatti la filiera legno-energia come strumento di valorizzazione delle biomasse legnose d’origine agricola e forestale rappresenta un forte sviluppo socio-economico, essendo la biomassa una fonte rinnovabile e sostenibile a livello locale”.
