Complessivamente positivo il trend per l’export di marmi e graniti italiani che, nel corso del 2011 è valutabile in oltre 4 milioni di tonnellate per un valore complessivo di 1 miliardo e 600mila euro registrando un incremento dei valori del 4,26%. A renderlo noto è l’Internazionale Marmi e Macchine di Carrara che ha elaborato le statistiche Istat relative all’anno 2011. Focalizzando l’analisi alle voci di maggior pregio si riscontra una contrazione pari al -2,63% nelle quantità ma, parallelamente, un aumento dei valori del 4,32%. A pesare maggiormente sulla contrazione dell’export di lapideo italiano sono state le turbolenze verificatesi recentemente in alcuni Paesi del Nord Africa quali Egitto, Libia e Tunisia, mentre verso Algeria e Marocco le esportazioni sono aumentate sia in termini quantitativi che di valore. Nonostante la situazione contraddittoria data dalla crisi economica mondiale e la cosiddetta “Primavera araba” insomma, come rileva il Presidente dell’IMM Giorgio Bianchini, il comparto dimostrerebbe un buon livello di tenuta grazie alla qualità del made in Italy. Fra i mercati di sbocco la Germania continua a mantenere un primato per le quantità, mentre gli Stati Uniti sono il Paese che importa soprattutto lavorati di pregio detenendo il primato del valore. In Europa hanno fatto segnare performance molto interessanti la Francia e la Svizzera raggiungendo rispettivamente un + 9 e un + 12%. Le esportazioni verso l’Estremo Oriente continuano a mantenere un trend in crescita, con la Cina ancora Paese di destinazione più importante dell’area mentre, nel corso del 2011, si è consolidato un trend molto interessante anche verso l’India. Una nota a parte merita l’Arabia Saudita che, grazie all’aumento del prezzo del petrolio ha acquistato una quantità maggiore di marmi e graniti, segnando quasi il 29% in più in quantità ed oltre il 41% in valore. Diversi i dati legati all’import che, nel corso del 2011 hanno segnato un calo per tutte le voci analizzate ad esclusione dei lavorati in granito. Si tratterebbe della conseguenza della sostanziale stagnazione degli ordini; nonché l’effetto della crisi che ha coinvolto un po’ tutti i settori. Globalmente l’import ha subito una contrazione di oltre il -4% e le importazioni sono calate considerevolmente dalle stesse aree in cui si presenta instabilità politica : in primis l’Egitto, poi la Tunisia. Sempre più evidente parallelamente l’importanza delle importazioni dall’India che risulta essere il maggior fornitore, tanto che oggi il 19% delle importazioni italiane proviene dal territorio indiano e, di fatto, nel 2011, sono state quasi pari a quelle provenienti dall’intera Africa.
