Nuove povertà è questo un dato allarmante che sta impegnando sempre più i servizi sociali, la disoccupazione crescente infatti ha creato un numero sempre più alto di famiglie che non riescono davvero ad arrivare alla fine del mese. Per individuare e monitorare queste nuove criticità quattro anni fa  a Carrara si sarebbe istituito il segretariato sociale dove, nel solo 2011 delle persone che vi si sono rivolte, ben 432 sono state riconosciute in stato di bisogno e quindi formalmente “prese in carico” dai servizi sociali. I cosiddetti senza-tetto sarebbero aumentati esponenzialmente negli ultimi anni e nel 2011 i servizi sociali hanno potuto intercettarne 25. A rendere ancora più critica la situazione sarebbe poi l’abbassamento dell’età dei clochard e la nuova presenza di donne. “L’emergenza c’è”, sottolinea la Dirigente Daniela Tommasini, “ma il problema è più complesso e non bastano più gli aiuti economici, servono strutture e una serie di nuove metodologie per affrontare la situazione”. Il numero dei ragazzi ospitati in struttura però è diminuito sensibilmente: dai 39 del 2009, ai 27 del 2010 fino ai 7 del 2011. “Si tratta di un provvedimento che abbiamo preso su input della Commissione Sociale che ha notato un numero troppo alto di minori affidati a strutture rispetto anche ai Comuni limitrofi”, afferma Tommasini, “in accordo col Tribunale dei Minori abbiamo deciso di interrompere gli affidi di 10 ragazzi ormai maggiorenni o quasi, 3 li abbiamo dati in adozione e di altri 7 abbiamo appurato che non c’era più necessità di tenerli separati dai genitori e sono rientrati in famiglia”. I minori seguiti in collaborazione con l’Autorità giudiziaria invece erano 120 nel 2009, 150 nel 2010 e 142 nel 2011. Ma proprio di fronte a nuove situazioni ad alle nuove povertà, dai Servizi sociali si è tentato di approfondire elaborando una serie di proposte: prevedere un reddito minimo vitale come succede in molti Paesi dell’Ue; elaborare un progetto di sostegno alle morosità degli inquilini in difficoltà; avviare un protocollo con il Centro per l’impiego che in qualche modo e senza discriminazioni, possa privilegiare alcuni casi sociali; come già succede altrove intercettare alcuni proprietari che stipulino contratti d’affitto con tutela del Comune, infine, avviare prestiti d’onore.