L’analisi sul corpo mummificato di una anziana morta 19 anni fa, la cui bara è stata violata nei giorni scorsi all’interno del cimitero di Canevara, paese nel comune di Massa, confermano che il cadavere non è stato toccato, ma lasciato in bella vista nella bara, scoperchiata. Il medico legale della Procura di Massa Carrara ha effettuato i controlli sul corpo della donna, che all’epoca della morte aveva 90 anni, e ha constatato che, coloro che hanno agito, smurando la lapide e sottraendo la bara, non hanno assolutamente toccato il cadavere. Non c’é stato, insomma, tentativo di frugare tra i vestiti per cercare gioielli.

La squadra mobile segue la pista della “prova di coraggio” effettuata però da chi non appare inesperto: smurare una lapide e aprire la cassa di zinco, richiede l’intervento di più persone e di utensili particolari. Gli investigatori però non tralasciano la pista dei predatori di tombe: il caso di Canevara secondo gli inquirenti potrebbe essere riconducibile ai fatti avvenuti a Pontedera, circa un anno fa, con le stesse modalità. Abbandonata invece l’ipotesi che si possa trattare di un rito all’interno di una messa nera, perché sul posto non sono stati ritrovati resti o messaggi riconducibili al mondo dell’occulto.