Il caffè può aiutare a rimanere svegli e a migliorare la prontezza della memoria, ma se preso in quantità eccessiva può danneggiare la qualità del sonno, alterando il ritmo del riposo, e provocare anche nausea e nervosismo. Quando allora è il momento giusto per prenderlo? Per dirlo c’è una software messo a punto per gli smartphone dai ricercatori della Penn State University (Usa), chiamato Caffeine Zone, che indica quando la bevanda nera potrebbe incentivare la prontezza mentale e quando, invece, potrebbe causare nervosismo e problemi di sonno.

I ricercatori hanno incrociato i dati raccolti da precedenti studi arrivando a calcolare che bevendo tra i 200 e i 400 milligrammi di caffeina migliorano la prontezza mentale, mentre per non inficiare la qualità del sonno non si dovrebbero superare i 100 milligrammi. Ongi momento della giornata, quindi, ha la propria quantità di caffè: per conoscere l’effetto della caffeina che si sta bevendo o che si ha intenzione di bere, gli utenti devono inserire nell’app la quantità di caffeina bevuta ed, eventualmente, informare anche di quanto velocemente il consumo si avvenuto: tanto più il caffè viene consumato rapidamente, infatti, tanto più si riscontra un effetto di prontezza mentale. Il software produce così il grafico della presenza della caffeina nel sangue, informando del perdurare degli effetti della sostanza nel tempo.