RIAPRE per un’emergenza la sala parto dell’ex reparto di ostetricia all’ospedale di Pontremoli, chiusa un anno fa perché registrava solo 200 nascite l’anno. Meno male che non è stata smantellata fisicamente, nonostante tutti i tentativi. L’altra notte una donna quarantenne, D.S., residente ad Arpiola di Mulazzo, già madre di due figli, si è precipitata al pronto soccorso del presidio con le doglie: aveva già rotto le acque e il travaglio era in fase avanzata.

L’arrivo in ospedale è stato registrato alle 3.47 di giovedì e 23 minuti dopo è stata visitata dal ginecologo reperibile dottor Fabrizio Benelli. Alle 4.37 è avvenuto il parto. Senza problemi. Un’emergenza che non poteva essere risolta con le tassative prescrizioni del protocollo Asl sul percorso nascite: le direttive prevedono che le puerpere debbano essere trasferite ad ogni costo al Dipartimento materno infantile dell’Opa. Sarebbe stato un viaggio in ambulanza a rischio perché il lieto evento è avvenuto 27 minuti dopo la visita del ginecologo.

Vale a dire che la donna avrebbe potuto dare alla luce il neonato, magari sotto un ponte autostradale così come è avvenuto in altre occasioni. Si è evitata una nascita «in corsia di emergenza». Ma alle 7 del mattino è arrivato il contrordine: la puerpera e il neonato dovevano essere comunque trasferiti a Massa. Come recitano i protocolli aziendali non potevano essere assistiti in una struttura che non esiste.