I danni ambientali provocati dallo stabilimento Rumianca non saranno risarciti dalla Syndial, la società subentrata nel tempo ad Enichem e quindi all’Anic agricoltura. Il comune e il ministero dell’ambiente hanno perso la causa anche in appello ed ora resta possibile soltanto sperare nella Cassazione. Una sentenza che seppur conferma il giudizio del primo grado resta difficile da accettare. Come è possibile che nessuno paghi per l’inquinamento ambientale, per la bonifica e per ridare dignità ai 700 lavoratori quasi tutti morti. La sentenza ammette che le lavorazioni nel sito di Avenzia siano state potenzialmente nocive – scrivono i giudici – i prodotti che vi venivano lavorati e le sostanze utilizzate erano senza dubbio inquinanti, e all’epoca in cui si svolgevano l’attenzione all’ambiente era senza dubbio poco sentita”. Ammesso questo, la sentenza non riscontra illegalità nell’attività di Anic Agricoltura. E anche la richiesta di risarcimento danni per 80 milioni di euro è stata bocciata. La sconfitta del comune di Carrara è prima di tutto della città e aldilà delle dinamiche giuridiche che portano ad una sentenza è difficile accettare che una ferita così profonda resti aperta e senza responsabili.
