Per affrontare una questione delicata come la gestione del post alluvione occorrono serietà, conoscenza e radicamento nella propria comunità.
Qualità che riteniamo di possedere e che vogliamo mettere a disposizione delle istituzioni, interloquendo con esse, ma non esimendoci dal prendere posizioni anche nette.
E’ per questo che non condividiamo le modalità stabilite per i risarcimenti a beneficio di chi ha perduto l’automobile.
Infatti, è del tutto contrario a un principio basilare di solidarietà che venga rimborsata una parte del valore dell’automobile rottamata soltanto a chi ne acquista una nuova, poiché non tutti hanno la possibilità di prendere immediatamente una macchina nuova, vuoi perché sono commercianti e hanno già dovuto affrontare spese ingenti per riavviare l’attività, vuoi perché sono privati cittadini che hanno visto la propria casa spazzata via e si sono indebitati per ricomprare qualcosa.
Contro questa ingiustizia ci mobiliteremo, come ci siamo mobilitati per fare sì che le scorte perdute dalle imprese danneggiate vengano rimborsate per oltre il 50% del valore e non soltanto per il 30%.
In questo caso abbiamo ottenuto una vittoria, poiché il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, si è impegnato a scrivere al responsabile nazionale della Protezione Civile, Franco Gabrielli, affinché quest’ultimo “tenga in considerazione il carattere commerciale e non industriale delle imprese danneggiate ad Aulla, onde
verificare se, a saldo finanziario invariato, la quota possa essere elevata al 50%”.
Una vittoria il cui merito esclusivo è del “Comitato Rinascita Aulla e Lunigiana”, i cui esponenti hanno incalzato Rossi su questo punto durante l’assemblea pubblica con i commercianti aullesi.
Inoltre, cogliamo l’occasione per chiedere un confronto con le istituzioni su tre questioni precise e dirimenti: innanzitutto, sulle iniziative inerenti le scuole e la loro futura collocazione; sul poliambulatorio, che è l’unico presidio sanitario per Aulla e la bassa Lunigiana in grado di venire incontro ai bisogni degli anziani, dei bambini e delle persone più disagiate; infine, ultime ma non meno importanti, sulle case popolari.
In conclusione, vi è da sottolineare che una importante donazione è giunta dalla cooperativa Cadal sul conto corrente attivato dall’associazione per aiutare le persone maggiormente colpite dall’alluvione del 25 ottobre 2011: tra l’altro, la commissione creata ad hoc per la gestione delle donazioni, presieduta da un magistrato, sta valutando la griglia delle priorità per l’assegnazione delle risorse a chi ne ha più necessità.
