Sono passati 14 mesi da quando la Asl di Massa Carrara è stata commissariata e si è scoperto un buco in bilancio che col tempo è diventato di quasi 300 milioni di euro. A distanza di oltre un anno, a rimetterci, come era stato preventivato, sono i cittadini che hanno sempre meno servizi e i lavoratori, in questi giorni si stanno attivando un centinaio di cassa integrazione in deroga. L’azienda, la più grande sul territorio tra lavoratori pubblici e indotto, rispetto al 2010, ha già ridotto il personale di oltre 200 unità e procederà ad ulteriori razionalizzazioni che riguarderanno RSA, associazioni di volontariato, assistenza domiciliare, servizi di trasporto, pulizie, mense. La politica del territorio non ha dato risposte e fino ad oggi non sono state trovate soluzioni, nonostante i molti appelli dei sindacati. L’ultima possibilità di Cgil, Cisl e Uil, prima di passare ad azioni eclatanti, è l’incontro col Prefetto che si terrà venerdì 30, giornata in cui sono state proclamate assemblee di 3 ore ed una manifestazione in Piazza Aranci.
Peggio sarà nel 2012, considerato che sul bilancio Asl c’è un taglio di altri 18 milioni di euro, ancora da capire su che cosa esattamente inciderà.
I sindacati alcune soluzioni le hanno proposte, come quella di far rientrare i pazienti ricoverati in strutture esterne, accorpare i reparti doppi e far rientrare il debito rateizzato in più anni. Ma Asl e Regione decidono senza condividere le scelte, dicono, mentre la politica non prende scelte coraggiose.
