Passa a maggioranza la legge che istituisce l’Autorità idrica toscana, con i voti favorevoli di Pd, Idv, Fds-Verdi e del consigliere Ciucchi del Gruppo Misto; l’astensione del Pdl e i voti contrari di Udc, Lega, e dei consiglieri Staccioli e Locci del Gruppo misto.

La legge disciplina la riorganizzazione delle Autorità di Ambito territoriali ottimali del servizio idrico integrato e del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani, senza entrare nel merito degli affidamenti del servizio di competenza normativa esclusiva statale.

Il presidente della commissione Territorio e ambiente Vincenzo Ceccarelli (Pd) ha illustrato in aula la pdl che delimita una sola autorità di ambito per la gestione idrica che subentra ai precedenti sei Ato e tre per i rifiuti. “Una buona legge, equilibrata ed innovativa – ha detto Ceccarelli – che coniuga la ricerca di maggiore efficienza ed efficacia in un servizio strategico per i cittadini e radicato nel territorio e tutela la partecipazione delle realtà locali, con una forte presenza della Regione”.

Per il servizio idrico, l’autorità di ambito comprende i 284 comuni della Toscana e un’unica Autorità idrica, costituita dall’assemblea con funzioni di indirizzo e alta amministrazione, dal direttore generale che provvede all’organizzazione e al funzionamento dell’Autorità e dal revisore unico che verifica la regolarità della gestione.

Per il servizio di gestione dei rifiuti, tre, invece, gli ambiti territoriali e un gestore unico per ciascuno di essi. A tutela degli utenti sono istituiti due organismi importanti: il Comitato regionale per la qualità del servizio e l’Osservatorio.

Andrea Agresti, annunciando l’astensione del Pdl, ha dato un giudizio positivo, condividendo l’impianto normativo della legge che ha definito “abbastanza buona anche se – ha detto – poteva essere fatta prima e meglio”. “Avremmo voluto – ha aggiunto – che per la nomina del direttore generale, chiamato dall’assemblea d’intesa con il presidente della Giunta, fosse coinvolto il Consiglio”.

“E’ una buona legge – interviene Monica Sgherri (FdS-Verdi) – che dà strumenti in più dal punto di vista della territorialità e della partecipazione. Fa un passo avanti verso una più efficace governance pubblica ma non interviene sulla gestione”. Nel merito, Sgherri evidenzia il chiaro indirizzo ad “attivarsi per individuare le condizioni migliori per il raggiungimento di un unico gestore pubblico a livello di ambito territoriale ottimale”. Sulla scelta contestata di Ato unico regionale per l’acqua, “la legge – dice la capogruppo – risponde istituendo sei conferenze territoriali dei sindaci”.

“C’era l’esigenza di colmare un vuoto” – afferma Nicola Nascosti (Pdl). Il consigliere ha espresso apprezzamento per il tentativo di salvaguardare le competenze degli Enti locali, “adesso – ha detto – siamo curiosi sul ruolo del consiglio direttivo, rischia di essere solo un mero passaggio delle decisioni prese dal direttore e non condividiamo la nomina del direttore da parte della Giunta regionale”. Nascosti si è soffermato sul ruolo dell’Osservatorio: “Questi servizi hanno una rilevanza pubblica e sociale, chiediamo si possa discutere la bozza di convenzione”.

Giuseppe Del Carlo ha espresso il voto contrario dell’Udc “è l’impianto della legge che a noi non va bene – ha detto –. È farraginosa”. “C’era bisogno – ha detto il capogruppo – di risolvere i conflitti di interesse, le carenze, accumulate negli anni, nella gestione del servizio idrico, i problemi su tariffe e gestori, invece la legge dà vita a troppi organismi, ad un ‘carrozzone’ di difficile gestione con un direttore dai poteri immensi”.