Non si costruirà più nelle aree ad alto rischio idrogeologico: lo aveva già annunciato il governatore Rossi durante un sopralluogo. Ecco le nuove norme per l’edilizia: sono vietate nuove edificazioni o trasformazioni morfologiche negli alvei, nelle golene, sugli argini e nelle fasce laterali per una larghezza di dieci metri dall’esterno dell’argine. Vietati anche i “tombamenti” dei corsi d’acqua, cioè qualsiasi intervento di copertura di fiumi e torrenti, o interventi che comportino il restringimento dell’alveo o che possano ostacolare il deflusso delle acque. Nelle aree classificate “a pericolosità idraulica molto elevata” (pari al 4% del territorio regionale)  è consentita esclusivamente la realizzazione di infrastrutture di tipo lineare non diversamente localizzabili, a patto che gli interventi non interferiscano con la pericolosità idraulica a monte e a valle. Nelle aree edificate sono consentiti gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria e gli interventi di restauro e risanamento conservativo. Gli interventi di ampliamento e di ristrutturazione edilizia sono consentiti solo a patto che il progettista garantisca l’assenza o l’eliminazione di pericolo per le persone e i beni, anche attraverso sistemi di autosicurezza. Con l’articolo sono previste procedure più rapide per l’erogazione di finanziamenti da destinare alla realizzazione di interventi urgenti per la funzionalità delle opere di bonifica a seguito del verificarsi di eventi imprevedibili.