Una donna di Milano sarebbe la figura chiave del traffico di opere d’arte falsificate del Novecento scoperto da carabinieri e procura di Massa, ma e’ morta per cause naturali, percio’ sono nove gli arresti effettuati dai carabinieri nell’ambito dell’inchiesta dal reparto di tutela del patrimonio culturale, rispetto alle 10 ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip.
La donna era gia’ indagata in un’altra inchiesta della procura di Milano del 2008 che riguardava l’inquinamento del mercato dell’arte ai danni del pittore Franco Angeli, rappresentante della pop art dei primi del Novecento.
In quell’occasione si eseguirono sette arresti e furono sequestrate centinaia di opere falsificate del pittore. La donna e’ stata l’elemento di contatto anche con la seconda inchiesta che ha portato a scoprire la falsificazione di opere di Trombly, Fontana, Balla, Scanavino, Reggiani, Crippa all’interno di due laboratori di Massa (Massa Carrara). Secondo le indagini era lei che commissionava i quadri e se li faceva portare a Milano. Le tele venivano trasportate in auto e gli scambi avvenivano negli autogrill sull’autostrada. Sempre la donna teneva i contatti con alcuni critici d’arte, denunciati nella stessa inchiesta per falsa certificazione di autenticita’.(
