Una vera e propria centrale del falso d’autore: quadri che sembravano autentici capolavori di grandi maestri del Novecento. Tele false secondo le accuse. Il bilancio dell’operazione dei carabinieri delReparto Operativo Tutela Patrimonio Culturale è di dieci arresti, cinque persone denunciate, 47 dipinti falsi sequestrati, per un valore di oltre cinque milioni di euro, e la scoperta di due laboratori per la falsificazione delle opere d’arte.

Le città interessate: Massa, Licciana Nardi, La Spezia, Capezzano Camaiore. Le accuse sono associazione per delinquere, contraffazione di opere d’arte e ricettazione agli indagati che erano riusciti a immettere, nei canali leciti del mercato dell’arte contemporanea, le opere d’arte contraffatte, dopo aver ottenuto da alcuni esperti, in modo fraudolento, le certificazioni di autenticita’.

Twombly, Fontana, Balla, Scanavino, Reggiani, Crippa i maestri maggiormente falsificati dagli arrestati che, per falsificare le opere d’arte, utilizzavano soprattutto materiali originali dei primi del Novecento.

Infatti, durante la perquisizione in uno dei due laboratori, individuati durante le attivita’ investigative, sono state trovate non solo delle tele dell’Ottocento, ma anche chiodi arrugginiti, cornici e altro materiale dell’epoca, fondamentali per trarre in inganno gli esperti che poi avrebbero dovuto periziare i dipinti da immettere nel mercato dell’arte.

Le opere, riprodotte solo dopo un attento studio stilistico degli autori, venivano invecchiate in appositi forni: in uno dei essi e’ stata ritrovata una tela attribuita a Scanavino. Perquisizioni anche a Milano, nel Veronese, ad Agnadello (Cremona) e Treviglio (Bergamo). Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal
Gip di Massa, Giuseppe Laghezza.