Ha occupato un appartamento popolare in via Ferdinando Martini con la sua compagna e tre figli di 12, 9 e 3 anni e ha ricevuto la solidarietà di numerosi cittadini massesi, dei vicini di casa, del parroco della zona e di quanti si trovano, come lui, in piena emergenza abitativa. Giorgio Pucci è agguerrito: <<Da qui non mi muovo>>, ha dichiarato, nonostante sia consapevole del disagio: i suoi figli hanno trascorso la notte al freddo, perché in casa mancano gas, luce e acqua. La cena l’ha portata la Caritas, i vicini hanno fatto andare i bambini in bagno. Da una parte c’è il dramma di una famiglia che cerca di sopravvivere, compiendo un gesto estremo per disperazione, dall’altra c’è una folla di “invisibili”, nelle stesse condizioni, che dopo il “blitz” della famiglia Pucci dichiara l’intento all’emulazione. <<Hanno fatto bene_ dice una donna arrivata davanti al numero 71 di via F. Martini con la sua bicicletta_ ; sono 7 anni che quell’appartamento è vuoto, è giusto che chi ha bisogno lo occupi>>. E come la signora ce ne sono molti altri: <<Io vivo da anni separato da mia moglie_ ci racconta un altro cittadino massese_ lei da sua madre io dalla mia e abbiamo due figli piccoli; anche a noi ci hanno offerto per un periodo la Turimar, con la promessa di una sistemazione futura, mai arrivata>>. È come una processione di gente che cerca conforto nel gesto coraggioso di un capofamiglia. Giorgio Pucci è però preoccupato delle condizioni in cui sta facendo vivere i suoi figli: <<La notte fa freddo, non possiamo lavarci, né cucinare. Ma da qui non mi muovo>>. Davanti alla palazzina occupata arriva anche Annalia Manfredi, giovane moglie 31 enne sfrattata perché morosa assieme al marito che con tutti i bagagli, una decina di valigie, ha “occupato” l’ingresso dell’ufficio del vicesindaco Martina Nardi, in attesa di essere ricevuto e di ottenere un alloggio. L’intento è quello di trascorrere le prossime notti in comune. Per tutto il pomeriggio e forse per tutta la notte, la polizia municipale ha presidiato gli ingressi di una decina di alloggi popolari vuoti, perché in ristrutturazione, per la paura che potessero venire occupati abusivamente. Il meccanismo che si è avviato è infatti, secondo l’amministrazione comune, molto pericoloso e non può passare il messaggio che “chi occupa un appartamento abusivamente la passa liscia”. Ma la gente è esasperata: conoscono nomi e cognomi di chi vive abusivamente in case popolari e non è ancora stato evacuato; conoscono a memoria le graduatorie, i punteggi, le famiglie extracomunitarie che ottengono gli alloggi. Parlano addirittura di singoli cittadini magrebini che occupano da single appartamenti buoni per intere famiglie. Il comune smentisce. Nel pomeriggio Don Giuseppe Cipollini, parroco della Madonna Pellegrina, ha fatto visita a Pucci e alla sua famiglia: <<La parrocchia si offre di pagare gas, luce e acqua, se il comune dispone gli allacci>>. Ma pare che rendere agibile quell’appartamento costerebbe migliaia di euro.
