Ore di grande impegno per i servizi sanitari della Lunigiana. La Asl1 ha mobilitato tutte le sue risorse dopo l’allarme lanciato verso le 17 di ieri pomeriggio. Il problema più grave è stato l’isolamento, anche telefonico, delle strutture sanitarie di Pontremoli e Aulla e l’impossibilità iniziale di utilizzare i mezzi del 118, a causa delle condizioni della viabilità ordinaria. Si è così deciso di utilizzare i mezzi del servizio di Soccorso Cave, tre “Grinta” a 4 ruote motrici che, con a bordo tre medici e tre infermieri soccorritori hanno raggiunto Aulla passando per zone montane. Ad Aulla è stato subito allestito un punto medico avanzato, e gli operatori sanitari hanno svolto attività di assistenza. L’ospedale di Fivizzano ha accolto due pazienti. Nella sala operativa della Protezione civile ha prestato servizio un altro medico. In questo momento tutte le strutture sanitarie della Lunigiana sono raggiungibili e i mezzi su gomma e l’elicottero del 118 sono operativi. Sono oltre 250 le persone attive in Lunigiana a sostegno delle popolazioni colpite dall’alluvione. Uomini e donne delle Forze dell’ordine, dei Vigili del fuoco, del Corpo forestale dello stato, gli operai dei Comuni e Comunità montane e i volontari coordinati dalla Regione Toscana. “Poche ore dopo l’arrivo dell’allerta eravamo già nelle varie zone colpite dall’alluvione” dichiara Stefano Mancini consigliere della Misericordia di Massa, che in questo momento ha il compito di coordinare tutti gli enti ed associazioni di volontariato della zona “Abbiamo messo a disposizione oltre 150 persone – ha detto ancora Mancini – che con i mezzi disponibili stanno lavorando con le forze istituzionali per svuotare cantine, negozi e garage invasi dall’ondata di fango e detriti”.