«Mi recherò nel mio ufficio – aveva commentato l’ex direttore generale dell’Asl Delvino – la sentenza dimostra che non ho commesso reati e che non c’entro nulla con il buco di bilancio della Asl 1». Ed è stato di parola. Stamani alle 8,45 si è presentato a Carrara, per riprendere il posto che il giudice del lavoro Lama gli aveva ridato ieri.

Ma l’attuale direttore generale, Teresa De Lauretis, non era d’accordo. Pochi minuti di screzi con Delvino, anche ad alta voce, nelle stanze dell’Asl di Carrara, poi Delvino se ne è andato. “E’ stata una sgradevole sceneggiata quella dell’ex direttore – ha commentato De Lauretis – La relazione del giudice del lavoro è stata travisata. Delvino non deve stare qui”.

Per strada lo stesso Delvino intanto ha annunciato che querelerà per le parole pronunciate la stessa De Lauretis e che tornerà a Bari a svolgere la sua professione di medico. “Ma la partita non finisce qui. Impugnerò anche il decreto di licenziamento del presidente Rossi”.

La giornata di ieri. In una giornata, ad un anno esatto dal commissariamento dell’Asl, è successo di tutto. È mezzogiorno quando il giudice del lavoro Augusto Lama emette l’ordinanza di reintegro di Antonio Delvino. Per il giudice le dimissioni sono state rassegnate sotto pressione. Delvino torna direttore generale all’Asl 1.

Ma soltanto per 8 ore o poco più. Sono da poco passate le 20, infatti, quando la Regione, dopo un accurato confronto con i suoi legali, fa sapere – con un decreto firmato dal presidente Enrico Rossi – che Delvino non è direttore: se si è dimesso e poi è stato reintegrato, adesso è la Regione a licenziarlo. Perchè – spiega Firenze – Delvino ha sottoscritto un contratto di lavoro e in quel contratto è prevista la decadenza in caso di disavanzo nel bilancio.

Davvero una partita complicata che si giocherà ancora nelle aule di Tribunale: la Regione potrebbe, infatti, proporre reclamo all’ordinanza (così si chiama l’appello in questi procedimenti) di fronte al Tribunale in composizione collegiale.