L’ex Polveriera di Mirteto: potrebbe essere questa l’area in cui sistemare le cinque famiglie dei nomadi di Mirteto. La proposta, fatta al comitato “No al campo nomadi di Turano”, al prefetto Giuseppe Merendino e al sindaco Pucci, arriva ancora dai consiglieri del PDL Stefano Caruso e Stefano Benedetti dopo aver monitorato la presenza di circa 250 nomadi su una decina di siti interessati. Si tratta di un’area demaniale e pubblica, molto vasta e abbandonata, che secondo i due consiglieri ha tutte le caratteristiche per essere riqualificata. Nelle vicinanze non ci sono abitazioni, comunità né strutture pubbliche; Mirteto, con tutti i servizi pubblici di base, è a pochi chilometri, facilmente raggiungibile. Inoltre, essendo raggiungibile da una sola strada, sarebbe possibile un controllo diretto e costante di tutta l’area grande abbastanza da accogliere circa 150 persone. Non è convinto del progetto di Turano neppure il consigliere Casotti, che ha addirittura annunciato di uscire dalla maggioranza. I sinti di Mirteto chiedono uno spazio riservato esclusivamente a loro, attrezzato di luce e acqua e non una struttura aperta a tutte le etnie e, per Casotti, Turano non è il luogo più adatto. Il consigliere chiede di avviare un percorso di condivisione con le forze sociali, associative e politiche individuando l’area idonea. L’amministrazione, conclude Casotti, deve poi assicurare legalità e ottenere dalle famiglie impegno sul fronte lavoro e accettazione delle regole del vivere civile.