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11 sindaci della provincia di Massa Carrara questa mattina hanno aderito alla giornata nazionale di protesta nazionale contro la manovra economica del Governo, indetta dall’ANCI, l’associazione di tutti i comuni italiani. C’erano Massa, Carrara, Montignoso, Fivizzano, Aulla, Villafranca, Bagnone, Tresana, Comano, Podenzana e Licciana Nardi. I primi cittadini, nella veste di ufficiali di stato civile, hanno simbolicamente riconsegnato al Prefetto Giuseppe Merendino le deleghe in materia di anagrafe e stato civile. Contemporaneamente hanno disposto dalle 10.30 alle 12 la chiusura dei servizi anagrafici, se non per le urgenze. Si tratta di una forma di protesta molto forte, alla quale i Comuni italiani sono arrivati perché costretti a fare i conti con i tagli sempre più consistenti imposti dal governo. I sindaci si trovano alle prese con l’impossibilità di assumere, di investire; i problemi più grandi si hanno nell’infanzia, asili nido, trasporto e opere pubbliche.

Non solo. Se negli ultimi anni, ha ricordato Angelo Zubbani, gli investimenti sono diminuiti del 70%, c’è anche il patto di stabilità.

E se comuni come Massa o Carrara non sanno come fornire servizi adeguati alla cittadinanza, le piccole amministrazioni hanno ancora più difficoltà