Tutti ne parlano, le voci corrono, la regione vacilla, la Asl 1 torna al centro dell’attenzione perché si lavora materiale fresco nell’inchiesta sul crac dell’azienda sanitaria apuana. Sarebbero cinque i nuovi personaggi inscritti nel libro degli indagati, da poco più di un mese: tre risulterebbero vertici aziendali della regione Toscana, due, invece, ancora dipendenti della Asl 1 di Massa Carrara, ma sui nomi la Procura tiene il più stretto riserbo. Si sa, soltanto, che non ci sono politici nella cerchia dei cinque, bensì risultano tutti tecnici, tutte persone che a vario titolo hanno avuto a che fare con i bilanci della Asl 1, che oggi conta una buco pari a 270 milioni di euro. I nuovi possibili indagati, avvisi di garanzia pare che non ne siano ancora arrivati, farebbero parte di una sorta di secondo filone dell’inchiesta sul buco di bilancio della Asl 1: il primo filone indagava sul peculato, sugli assegni che sono usciti dall’azienda pubblica a centinaia e che hanno soddisfatto i capricci e i vizi di numerosi destinatari. Centinaia di assegni e centinaia di regali e acquisti, ma che rappresenterebbero solo gli spiccioli dei 270 milioni di euro accumulati in deficit dall’azienda. Sull’ipotesi di peculato la Procura di Massa Carrara ha scoperto praticamente tutto, anche grazie alla collaborazione dell’ex direttore amministrativo Ermanno Giannetti, indagato assieme all’ex direttore generale Antonio Delvino e licenziato dalla stessa Asl 1 a seguito dello scandalo. Questo secondo filone su cui si sta concentrando adesso la magistratura, riguarderebbe invece il falso in bilancio: chi aveva accesso ai bilanci della Asl, chi firmava il bilancio qui nella sede apuana e poi lo inviava in regione, chi possedeva le password per entrare nel sistema, chi ha rubato i due hard disk che mancano tra il materiale in possesso dell’azienda sanitaria e cosa contenevano di tanto scottante, chi ha manomesso il server per far quadrare i conti e a chi giovasse, alla fine, sapere che i bilanci della Asl 1 erano in pareggio. Per questo la Procura di Massa Carrara ha stilato la lista dei possibili nuovi indagati tra i tecnici che avevano accesso al sistema, accesso ai documenti, che firmavano le carte che passavano dalla Asl 1 alla regione, che conoscevano atti e procedure. Per questo non compaiono, al momento, politici coinvolti nello scandalo. Tra gli indagati risulterebbero nomi “pesanti” di stampo regionale e anche l’unico trait d’union ufficiale tra l’azienda sanitaria locale e la regione Toscana. Domani mattina alle nove il procuratore capo della Procura di Massa Carrara Aldo Giubilaro, che oggi non ha voluto rilasciare dichiarazioni in merito all’inchiesta, terrà un incontro con il Pm titolare Alberto Dello Iacono per fare il punto della situazione.
