La provincia di Massa Carrara da un recente studio di un agenzia stampa specializzata in scommesse risulta essere ai primi posti nel rapporto giocatori-abitanti. Il 5% del Pil provinciale è legato al gioco, vale a dire che ogni apuano spende mediamente 1800 euro l’anno nel tentare la fortuna, soprattutto nei videopoker e nei giochi da bar. Nell’intero territorio comunale di Carrara sono 8 le licenze comunali per sale giochi, troppe per una città di 65mila abitanti considerando che in questo conteggio non sono inseriti gli esercizi pubblici in cui sono presenti videopoker in numero non tale da giustificare la definizione di “sala giochi”. In pratica il fenomeno va ben oltre gli 8 punti comunicati al comune, perché è ormai abitudine trovare slotmachine e videopoker in bar e ricevitorie. Recentemente poi nel comune hanno aperto vere e proprie sale giochi. Ecco allora che quella che sembra diventata un emergenza sociale è arrivata nel tavolo della commissione consiliare attività produttive in cui è stata discussa una bozza di delibera per regolamentare il settore. L’idea è di concedere un’altra licenza, probabilmente per il quartiere di Avenza, introducendo così una precisa regolamentazione per dare una stretta al settore. Innanzitutto questa sarebbe l’ultima licenza disponibile per l’intero comune, poi scatterebbero indicazioni per eventuali nuove gare a licenza scaduta; ad esempio la distanza minima da scuole e case di riposo; e poi i quartieri in cui non possono sorgere. Ma nella delibera finirebbero anche i videopoker installati nei bar e nelle ricevitorie, con l’introduzione del vincolo di metratura per apparecchio; in pratica per installare un gioco l’esercizio dovrà avere una certa metratura che salirà in proporzione al numero di apparecchi che l’esercente vorrà installare. Una delibera più forte come messaggio che come conseguenze pratiche perché le richieste di apertura passano anche da altre autorità e poi non sarà possibile regolamentare interamente il settore
