La Toscana come intende arginare i danni del cinipide, che dal 2008 ha colpito una vasta area boschiva prevalentemente composta da alberi di castagno? Prima dell’introduzione del nemico naturale del cinipide – il Torymus sinensis – all’interno dell’ecosistema, sono stati utilizzati trattamenti chimici? A queste domande, contenute in una interrogazione dei consiglieri della Lega Nord toscana Marina Staccioli, Antonio Gambetta Vianna e Gian Luca Lazzeri, ha risposto l’assessore Gianni Salvadori, nel corso della seduta della commissione “Agricoltura e sviluppo rurale”, presieduta da Loris Rossetti (Pd).
“In Toscana escludiamo che aree castanicole colpite da cinipide siano state trattate con mezzi chimici – ha assicurato l’assessore – abbiamo infatti scelto la strada della lotta biologica, lanciando il Torymus sinensis, insetto utile”. “Inoltre il servizio Fitosanitario regionale ha avviato recentemente una campagna informativa per tutelare la lotta biologica – ha continuato Salvadori – che potrebbe trovare ostacoli se fossero eseguiti trattamenti chimici non autorizzati”.
“La situazione in Toscana, come nel resto d’Italia è piuttosto allarmante, ma gli strumenti che la Regione ha messo in campo sono importanti ed efficaci – ha sottolineato l’assessore – Nel 2010 abbiamo avuto da Cuneo poche coppie dell’insetto utile, circa un migliaio, ma nel 2011 ne abbiamo lanciate 3000, scegliendo di essere autonomi, grazie a tre centri per la riproduzione, mentre stiamo lavorando con il Ministero per ottenere 80 mila euro per altri due centri”. “Il 2012 sarà l’anno dell’attacco vero – ha concluso Gianni Salvadori – l’acclimatazione e la prima riduzione dei danni si registrerà nel ciclo di un triennio, ma il riequilibrio tra insetto dannoso e insetto utile è già iniziato”.
Il consigliere Antonio Gambetta Vianna si è dichiarato soddisfatto della risposta ed ha chiesto il costo dell’impegno che, dai Fondi comunitari all’interno del servizio Meta, si aggira sui 120 mila euro l’anno.
