Il contributo scolastico non è obbligatorio. A precisarlo è il consigliere comunale di centro destra Stefano Benedetti, che interviene sul pagamento della quota di iscrizione che chiedono le scuole e che oscilla dagli 80 alle 100 euro. Benedetti precisa che il contributo, come dice la legge, è volontario, mentre l’assicurazione è obbligatoria e costa 10 euro. Oltretutto, spiega Benedetti, i genitori dovrebbero pagare per istituti scuole prive di palestra e spazi per le assemblee, carenza di aule, spogliatoi inagibili, aule umide e tetti ricoperti di amianto, e quindi pericolosi per la salute dei cittadini. Secondo Benedetti, molte scuole danno informazioni confuse e generiche: non chiariscono che il contributo non è obbligatorio mentre altre scuole lo definiscono una tassa, e come tale obbligatorio. Il consigliere precisa che: non è una tassa ma un contributo scolastico: la tassa e’ regolata dalla legge, il contributo e’ definito dalla scuola e nella legge Bersani e’ considerato come un’ erogazione liberale a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado. Insomma, si tratta di un contributo volontario alla scuola e deve essere finalizzato all’ innovazione tecnologica, all’edilizia scolastica e all’ offerta formativa. Benedetti chiede al presidente della provincia Osvaldo Angeli di dare informazioni corrette alle famiglie, sia per quanto riguarda la volontarietà del versamento, sia per la possibilità di poter detrarre il contributo versato dai redditi. Mentre invita i cittadini contrari a non pagare la quota, chiedendo in alcuni casi il rimborso versato negli anni.
